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Redazione Cronache
L’orafo, condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori, racconta a «La Verità» il suo primo mese nel carcere di Bollate
Mario Roggero, 72 anni, vive nel carcere di Bollate dal 17 luglio. Il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) è condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori. Racconta al quotidiano La Verità attraverso la moglie Mariangela Sandrone (che sente ogni sera tra le 20 e le 21) come ha vissuto l’ultimo mese. La cella è di tre metri per quattro, ma lui non si rammarica: «Non mi lamento, anche perché gran parte del tempo lo passo impegnato».
Le giornate passano tra un ufficio interno al carcere e la biblioteca dove aggiorna il catalogo. Dice: «Almeno lì c’è l’aria condizionata e poi mi piace avere a che fare con i libri». Invece di seguire il consiglio del professor Sergio Novani che gli ha suggerito Della certezza di Wittgenstein, lui preferisce i volumi sul miglioramento personale come Diventare stoici di Ryan Holiday.
L’orafo parla bene della convivenza con l’ex cuoco, condannato per narcotraffico: «In cella abbiamo un piccolo angolo cottura e generalmente preferiamo cucinarci il cibo da noi. Lui è una persona molto ordinata e attenta all’igiene, il che aiuta dato lo spazio ristretto». Quindi ammette di aver mangiato una pizza anche con Massimo Bossetti, assassino di Yara Gambirasio: «Con lui l’amicizia è scattata subito, ceniamo spesso insieme».
A un certo punto del colloquio, non trattiene lo sfogo: «Cerco di darmi forza, è difficile dare un senso a ciò che mi è capitato. Quello che continuo a non capire è come sia possibile che io mi trovi qui in carcere, condannato per omicidio volontario, nonostante il perito del tribunale abbia scritto nero su bianco che ho agito per difendere la mia famiglia dai rapinatori. Ho visto che i primi di agosto è stata approvata una legge che prevede i domiciliari in certi casi specifici, per i tossicodipendenti ad esempio. Chiedo anche io un po’ di umanità».
Quell’umanità, l’orafo la chiede implicitamente ai magistrati. Il 16 settembre, il Tribunale di Sorveglianza di Milano deciderà se sospendere il carcere per Roggero nell’attesa dell’esito sulla domanda di grazia presentata dalla moglie. «La mia speranza è quella di poter scontare la condanna a casa. Sulla grazia, certamente, non mi permetto di sollecitare il Quirinale che farà quello che ritiene più giusto. Ho un profondo rispetto delle istituzioni e del presidente Sergio Mattarella», continua.
Nella testa del gioielliere resta (più di un) pensiero fisso: «La casa, l’attività che ora mia moglie porta avanti da sola con mia figlia Laura, come saldare i 780 mila euro di risarcimento della provvisionale, i 3 milioni chiesti dalle famiglie delle vittime, le case pignorate».
17 agosto 2026
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