Lo schermo tiene corte e il collo, suddito paziente, si dispone come può: le spalle rimangono indietro, il capo avanza, il profilo perde a poco a poco la sua compostezza. La biomeccanica chiama questa figura forward head posture, postura della testa in avanti. Ma dietro il gesto ormai familiare — studiare, leggere, lavorare fissando un display — c’è una costruzione più complessa: la colonna cervicale non è diritta, bensì disegna una curva fisiologica, la lordosi, utile all’equilibrio del capo e alla distribuzione dei carichi.
Uno studio pubblicato il 17 agosto su Scientific Reports ha messo a confronto proprio questi due elementi: quanto la testa si sposta anteriormente rispetto al tronco e quanto resta pronunciata la curva compresa fra la seconda e la settima vertebra cervicale. Il risultato, almeno sul piano anatomico, balza all’occhio: più il capo avanzava, più la lordosi C2-C7 appariva ridotta. Ciò che vediamo dall’esterno come una testa un po’ protesa in avanti trovava dunque, nelle immagini radiografiche, una corrispondenza nella geometria del collo.
Ma vediamo il lavoro da vicino. I ricercatori hanno sottoposto a screening posturale 300 studenti universitari, metà donne e metà uomini, fotografandoli e analizzandone la posizione con un software. Le radiografie laterali non sono state eseguite su tutti — scelta opportuna, per limitare l’esposizione ai raggi X — ma soltanto su 28 partecipanti collocati ai due estremi: i 14 con il minore e i 14 con il maggiore spostamento anteriore del capo. Non una parata completa, dunque, bensì il confronto fra le due ali più distanti.
Le cifre danno consistenza alla scena. Nel gruppo con la testa maggiormente avanzata, la lordosi C2-C7 misurava in media 23,4 gradi, mentre nell’altro raggiungeva 38,3 gradi: quasi 15 gradi di differenza. Anche la traslazione anteriore rilevata sulle radiografie cambiava nettamente, passando da circa 10,1 a 27,9 millimetri. All’aumentare dello spostamento diminuiva la curvatura, secondo una correlazione inversa piuttosto marcata; la regione più alta del collo, fra C1 e C2, non mostrava invece differenze significative. La differenza osservata, insomma, riguarda soprattutto la curva cervicale inferiore, mentre il tratto superiore non sembra partecipare allo stesso gioco.
La spiegazione pronta all’uso? Telefono, testa avanti, collo raddrizzato. È una formula invitante, quasi uno slogan da banditore posturale, ma lo studio non consente di sostenerla. I ricercatori non hanno misurato il tempo trascorso dai partecipanti davanti a smartphone, tablet o computer; non possono quindi attribuire ai dispositivi la configurazione osservata. Inoltre l’indagine è trasversale: postura e anatomia vengono fotografate nello stesso momento, senza dirci quale preceda l’altra e, soprattutto, senza dimostrare un rapporto di causa ed effetto.
Un discorso a parte merita il dolore, che non si lascia leggere sulla lastra come un numero scritto sul cartellino. Una lordosi meno accentuata non equivale automaticamente a malattia, né denuncia da sola un collo destinato a funzionare male. Le ricerche precedenti hanno trovato negli adulti associazioni fra dolore cervicale e testa in avanti, ma con risultati molto eterogenei; anche persone prive di sintomi possono presentare curvature assai diverse. La radiografia descrive una forma: non racconta, da sola, come quella persona si muove, che cosa avverte e quanto il collo incida sulla sua vita quotidiana.
Tornando allora alle nostre ore davanti allo schermo, la questione più utile non è la caccia alla postura perfetta — creatura elegante, severa e con tutta probabilità introvabile — ma il tempo trascorso quasi immobili nella medesima posizione. Conviene cambiare assetto, muoversi e non trasformare ogni scostamento dalla presunta norma in una diagnosi. Se compaiono dolore persistente, rigidità importante, perdita di forza, formicolii o altri sintomi neurologici, serve una valutazione clinica capace di considerare insieme storia personale, sintomi e funzione; non radiografie eseguite soltanto per verificare se la testa stia “bene” in fotografia. La postura può essere un elemento del quadro. Non è il quadro intero.

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Seyedahmadi M, Keavanloo F, Akbari H, et al. “Analysis of the association between forward head posture, sex, and height in university students”. Scientific Reports. Pubblicato il 17 agosto 2026. DOI: 10.1038/s41598-026-65640-z.

