Vasco torna a parlare del suo arresto per droga e respinge con forza l’accusa di avere fatto i nomi di altre persone per ottenere uno sconto sulla detenzione. A riaccendere il caso è stato un commento pubblicato sui social da un follower: “Hai fatto arrestare quelli che te l’hanno venduta per risparmiare un giorno di carcere”. Nel lungo messaggio, ha poi chiesto a Rossi di rispondere “sinceramente”, arrivando a definirlo “infame. Quando ti guardavi allo specchio non ti sentivi un verme?”.

“Ribalta la realtà”
Parole alle quali Vasco ha replicato direttamente, affidando poi alle storie di Instagram gli screenshot dell’intero scambio: “Ti rispondo con chiarezza perché questa storia, oltre a essere falsa, ribalta completamente la realtà”, ha scritto.
“Io non ho fatto arrestare nessuno. Sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al Pubblico Ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina. Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi un mandato di cattura e una perquisizione e fui portato direttamente in carcere”.
“Cinque giorni in totale isolamento”
Il rocker ha quindi ricostruito i giorni trascorsi dietro le sbarre: “Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione, prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato”.
Netta anche la smentita dell’ipotesi secondo cui avrebbe ottenuto la libertà accusando altre persone: “Non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera”.
“Purtroppo questa voce continua a girare e mi infastidisce parecchio – ha aggiunto il rocker –, perché trasforma chi ha subito un’accusa in chi avrebbe accusato gli altri. E questo, oltre a essere falso, mi offende e mi fa decisamente incazzare. Adesso, almeno, sai come sono andate le cose”.

Tutto ai legali
La replica, però, non si è fermata alla ricostruzione dei fatti. Vasco ha definito il commento “l’ennesima vergognosa fake” e ha annunciato di voler coinvolgere i propri legali: “Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti, trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa. L’oro ricavato dal risarcimento, non loro, lo lascerò a chi soffre ingiustamente in carcere”.
L’arresto nel 1984
La vicenda giudiziaria risale al 1984, quando Vasco Rossi venne rinchiuso nel carcere di Pesaro. Durante la perquisizione dell’abitazionefurono trovati 26 grammi di cocaina. In seguito il cantante venne scagionato dall’accusa di spaccio, mentre fu condannato con la condizionale per la detenzione della sostanza.

Ne parla anche nella serie Netflix, Il Supervissuto: “Ha dato ai carabinieri la quantità di cocaina che avevo in casa. Mi avevano detto che se avessi consegnato tutto subito avrei avuto le attenuanti, così la prendo e gliela dò. Gli dò la quantità che avevo che era di circa 20-30 grammi. Non andavo a comprarla tutti i giorni, ne compravo un grammo, due alla volta, mi facevo la scorta ma quando tu ne hai molta quantità loro ti considerano uno spacciatore. Io sono stato condannato e considerato uno spacciatore ma io non ho mai spacciato, questo lo voglio dire”.