Tutte cose che Stasera… Pippo Baudo non aveva, considerando che chi ha curato questo rocambolesco assemblaggio ha scelto non solo di dividere lo speciale in capitoli – stendiamo un velo pietoso sulle grafiche in stile Windows Media Player – ma anche di non renderli dei vasi comunicanti ma delle camere a tenuta stagna incapaci di dialogare l’una con l’altra. L’intervista a Mixer spezzata, la gag con il trio Solenghi-Marchesini-Lopez, i Sanremo della prima e della seconda guardia, il siparietto con Giancarlo Magalli come usciere della Rai: tutto raffazzonato e incapace di offrire un ritratto compatto e sfaccettato di quello che Pippo Baudo era. Non solo un abile direttore d’orchestra ma anche un intervistatore attento, un uomo dalla forte empatia e capace di leggere le persone come se fossero per lui un libro aperto.

Stefania D’Alessandro/Getty Images
Capiamo che sia agosto e che la televisione – purtroppo – vada in vacanza – considerando anche che, la settimana di Ferragosto, Rai1 ha mandato in onda una replica del programma Camper senza avvertire gli spettatori che fosse un appuntamento trasmesso a luglio, tradito da un rimando a una partita dei Mondiali che si sarebbe disputata quella stessa sera -, ma quando si tratta di rendere omaggio a un gigante come Pippo Baudo o ci metti impegno e cuore per ricordarlo oppure tanto vale guardare oltre e non fare niente. Baudo era attentissimo al più piccolo dettaglio e alla più piccola sbavatura, concentrato affinché tutto fosse perfetto: è un bene che non abbia assistito a questo speciale che la sua azienda storica, la Rai, ha trasmesso per lui. È probabile che sarebbe rimasto addolorato dal vedere un programma non in grado di raccontarlo come l’uomo e il professionista che era. E questa è una sconfitta non solo per il servizio pubblico ma anche per gli spettatori che lo hanno sempre seguito e amato.