Egregio direttore,
in questi giorni sentiamo parlare di caro carburante ma forse dimentichiamo 3 parole che sono sinonimi: righe blu, tassa di soggiorno e overtourism. Recentemente sono stato in alta badia e veramente mi sono sentito umiliato come cittadino italiano. Tutti i parcheggi compresi quelli dei centri commerciali (che chiamerei oreficerie) sono regolamentati, 1.5 ore quelli da disco orario mentre gli altri a pagamento partono da 4 euro l’ora. Mi sono chiesto come fa una famiglia che decide di fare una camminata a fare a meno di pagare le strisce blu? Risultato 20 euro al giorno. L’avidità è talmente esagerata che non esiste più un’ansa della strada che non abbia una regolamentazione, sono arrivati fino a mettere dei sassi anti sosta in alcune parti, ma mi chiedo che fine ha fatto la legge che obbligava una pari quota di strisce bianche? I parcheggi gratuiti li ho trovati perfino a Cortina. Overturism parola nuova che tradotta in metodi pratici significa “facciamo pagare così non tutti vi accedono”, in realtà non è così. Caso di questi ultimi tempi le tre Cime di Lavaredo dove cera stipata una quantità esagerata di gente (3 volte l’ammissibile). Per accedervi bisogna utilizzare la navetta a 10 euro a persona. Una famiglia di 4 persone si trova a spendere 40 euro +20 euro di strisce blu per il parcheggio. Un conoscente a pagato 2000 euro per soggiornare in un appartamento privato per una settimana e ovviamente al lato del pagamento il Pos non funzionava.
A tutti questi costi si devono sommare le soste in baita e spese varie. Facendo il totale di tutto in caro carburante risulta essere una cifra ridicola. In questa situazione lo straniero è molto più avvantaggiato rispetto all’italiano in quanto ha maggiore possibilità di spesa, allora mi chiedo cosa conta essere italiani? Come facciamo a pensare che una famiglia normale possa permettersi una vacanza a questi costi? Forse abbiamo perso il senso della realtà.
Fornovo, 14 agosto
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