Accerchiato e colpito a calci e pugni sotto gli ombrelloni, davanti a decine di bagnanti: è quanto accaduto il 15 agosto, giorno di Ferragosto, in uno stabilimento balneare di Ostia a un ventenne di origine egiziana, aggredito perché ritenuto – a torto – un molestatore di bambini. A fermare il pestaggio è intervenuta la polizia, che ha poi accertato come le accuse contro di lui fossero completamente infondate.
Cosa è successo
Secondo la ricostruzione riportata da Fanpage, tutto sarebbe partito da un grido lanciato sulla spiaggia da una persona convinta di aver visto il ragazzo fotografare alcuni bambini in costume. La voce si sarebbe propagata in pochi istanti tra gli ombrelloni, fino a radunare intorno al giovane un gruppo di bagnanti che, senza dargli il tempo di spiegarsi, lo avrebbe accerchiato e aggredito fisicamente.
Solo l’intervento della polizia, allertata insieme ai gestori dello stabilimento, ha messo fine alla violenza, mettendo il ventenne al sicuro in un’auto di servizio mentre la tensione tra i presenti restava alta.
I successivi controlli sul telefono del giovane non hanno restituito alcuna immagine compromettente, né tra i file salvati né tra quelli eliminati: al momento in cui sarebbe scattata l’accusa, il ragazzo – incensurato e regolarmente presente in Italia – stava in realtà effettuando una videochiamata su WhatsApp. Trasportato in codice giallo all’ospedale San Camillo, è ora al vaglio dei medici l’entità delle lesioni riportate, comprese eventuali fratture. Resta invece ancora da ricostruire l’identità di chi ha lanciato l’accusa iniziale e di chi ha preso parte al pestaggio.
Ultimo aggiornamento: lunedì 17 agosto 2026, 16:25
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