Poche calorie e molti benefici, la “scoperta” sulla buccia di anguria: “Non buttatela”

Dagli Stati Uniti arriva un invito a ripensare la cucina anti-spreco: anche la buccia dell’anguria merita un posto a tavola. Il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (Usda) ha infatti pubblicato il profilo nutrizionale ufficiale della scorza del frutto estivo per eccellenza, inserendolo nel database FoodData Central.

L’obiettivo è fornire a dietisti, ricercatori, sviluppatori di ricette e professionisti del settore alimentare dati standardizzati su una parte del frutto finora poco valorizzata.

Con la sua “promozione” da scarto a ingrediente, la parte esterna dell’anguria entra così a pieno titolo in diete, menù e percorsi di educazione alimentare.

La nuova scheda traccia un identikit preciso: una porzione di 50 grammi di scorza cruda a cubetti apporta appena 10 calorie, 1 grammo di fibre, 140 mg di potassio e 4 mg di vitamina C.

Pur non sostituendo la polpa, più ricca di nutrienti, questi dati mostrano come la buccia possa integrare il valore complessivo dell’anguria e offrire un modo ulteriore e piacevole per gustarla.

Frullata in smoothies e succhi, grattugiata nelle insalate, marinata velocemente o aggiunta a fritture e salse, la scorza di anguria “rappresenta un modo semplice per ridurre gli sprechi alimentari e sfruttare al meglio” un alimento rinfrescante, prezioso nelle giornate più torride.

Si tratta, sottolineano gli esperti, di un valore aggiunto che va a completare il profilo della polpa: ottima fonte di vitamina C (25% del valore giornaliero raccomandato), buona fonte di vitamina B5 (10%), con apporti anche di vitamina A (8%), vitamina B6 (8%) e potassio (6%), oltre al licopene naturale.

Composta per circa il 92% da acqua e con 80 calorie per due tazze, la polpa sostiene un regime alimentare equilibrato.

“Da tempo incoraggiamo i consumatori a utilizzare l’anguria in ogni sua parte, dalla polpa dolce alla scorza versatile – afferma Megan McKenna, direttrice senior Marketing & Foodservice del National Watermelon Promotion Board – Il nuovo profilo nutrizionale dell’Usda fornisce ai dietologi e ad altri professionisti della salute i dati di cui hanno bisogno per includere con sicurezza la buccia nelle ricette e nelle linee guida nutrizionali, aiutando i consumatori a trarre ancora più valore da ogni anguria che portano a casa”.

L’inclusione della scorza nel repertorio ufficiale dei valori nutrizionali si inserisce in un filone di studi crescente sul ruolo dell’anguria in una dieta sana. Un’analisi pubblicata su Nutrients ha rilevato che bambini e adulti che consumano anguria presentano, in media, una qualità dell’alimentazione superiore e un maggiore apporto di fibre, magnesio, potassio, vitamine A e C, licopene e altri carotenoidi, rispetto a chi non la consuma, assumendo al contempo meno zuccheri aggiunti e grassi saturi.

Pur trattandosi di risultati promettenti, sono necessari ulteriori approfondimenti e non è possibile generalizzare a tutte le popolazioni.

Intanto, la sfida è lanciata a chef, cuochi di casa e creator: zero sprechi e fantasia ai fornelli per dare nuova vita alle scorze.

In attesa dei riscontri social e di ricette che valorizzino non solo il rosso della polpa ma anche il verde brillante della buccia, l’anguria si conferma, in Italia come altrove, simbolo fresco e gioioso delle estati di ieri e di oggi.