L’appuntamento è fissato per le 10.30 di mercoledì 19 agosto davanti al municipio, da dove prenderà il via il ramo italiano della COP 31 Bike Ride, la staffetta ciclistica lungo l’Adriatico.

Che cos’è la COP 31 Bike Ride?

Si tratta di una ciclostaffetta internazionale, nata nel 2024 per promuovere la mobilità sostenibile e consegnare le proposte dei cittadini sul clima direttamente alle conferenze Onu per il cambiamento climatico. Quest’anno la COP 31 si svolgerà ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre. La ciclostaffetta è partita dal Brasile, dove si è tenuta la COP lo scorso anno, e, dopo aver attraversato l’Atlantico è sbarcata in Spagna, ha attraversato la Francia e dopo aver solcato la Val Padana , proseguirà attraverso Slovenia, Croazia, Serbia e Bulgaria per entrare finalmente in Turchia, meta finale del viaggio. Si stima che potrebbero essere coinvolti circa 10mila ciclisti.

Le tratte italiane

Nel nostro Paese il percorso si sviluppa in due rami: quello ovest-est lungo la pianura padana, da Susa a Trieste, e quello nord-sud, da Padova a Bari. 

Lungo la pianura padana, i ciclisti entreranno in Piemonte e accoglieranno la staffetta dai ciclisti francesi il 20 agosto a Susa; termineranno il loro percorso in Italia a Trieste il 5 settembre. Tante le città attraversate come Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza, Venezia e Udine.

Lungo l’Adriatica, invece, la staffetta inizierà a Padova mercoledì 19 agosto e percorrerà tutta la costa fino a Bari, dove arriverà l’1 settembre per poi imbarcarsi direzione Durazzo. Dopo un giorno di sosta la ciclostaffetta proseguirà, infatti, fino a Belgrado, passando da Albania, Montenegro e Serbia, per unirsi al ramo principale diretto in Turchia.

Il commento

«Vanno ringraziati gli organizzatori e i partecipanti di questa iniziativa perché ha il pregio di diffondere ovunque il senso della COP 31 – commenta l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente Andrea Ragona -. La COP è il luogo più importante dove gli Stati discutono del cambiamento climatico e dei suoi effetti. Effetti che però vediamo tutti e questa estate di siccità ne è la dimostrazione. Quanto più il dibattito e le iniziative sono diffuse sul territorio quanto più i temi discussi dagli Stati diventano dirimenti. E quindi quanto più le iniziative si moltiplicano quanto più la questione del cambiamento climatico non può essere rinviata».