
Continua a bruciare il Monte Morrone, o almeno ciò che ne resta nel versante nord-occidentale della montagna, quasi spellata dopo il vasto rogo rinvigoritosi ieri pomeriggio. I segni dal passaggio del fuoco sono visibili da ogni angolo della Valle Peligna; la colonna di fumo minacciosa e immensa alle spalle di Roccacasale è l’urlo di un monte che continua a sanguinare.
Da terra si interviene grazie all’ok per il super apripista che consentirà di sbloccare i sentieri montani dell’area interessata dall’incendio. Il via libera è arrivato dal prefetto della Provincia dell’Aquila, Vito Cusumano, che ha acceso il semaforo verde per il personale dell’Agenzia di Protezione Civile Regionale agli ordini di Maurizio Scelli. In campo domani scenderà il New Holland D180, un cingolato di fascia media con un peso operativo tra 20,2 e 22,7 tonnellate. Al bulldozer il compito di supportare le operazioni di spegnimento, realizzazione e ripristino della viabilità e le successive attività di bonifica dell’area interessata dalle fiamme. Un’esigenza che nasce per il protrarsi dell’incendio che, al momento, sembrerebbe non aver mietuto vittime. Nessuna carcassa di animali, infatti, è stata rinvenuta dopo un primo sopralluogo effettuato oggi, da parte del personale del Parco Nazionale della Maiella, nei pressi del fronte di fuoco.
Le fiamme hanno preso nuovo vigore nel pomeriggio, quando il vento è tornato a spirare sul versante peligno della montagna. Vane, sembrerebbero, le quattro linee tagliafuoco preparate in sinergia con l’esercito. Dai cieli, il centro operativo aereo unificato, che è la sala di comando e controllo del Dipartimento di protezione civile di Roma, ha assegnato alla Regione Abruzzo quattro Canadair e un Ericsson, mezzo efficace perché ha meno problemi di rifornimento. Le scariche (160 oggi) continuano arrivare, e un aiuto potrebbero darlo le condizioni metereologiche. Dal pescarese, infatti, sono previsti rovesci nelle prossime ore. Per il Parco della Maiella sono 250 gli ettari di bosco interessati. Più cauta la protezione civile che parla di appena 61 ettari bruciati.
Intanto, sul campo questa mattina è giunto il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Il governatore ha avuto una telefonata con il capo della protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, al quale ha chiesto una particolare attenzione per il caso Abruzzo.