di
Valentina Lanzilli
Lo studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha determinato per la prima volta un possibile ruolo delle microplastiche presenti nel sistema nervoso per l’insorgere di malattie neurodegenerative
Potrebbe esserci una correlazione tra la presenza di microplastiche nel sistema nervoso e il rischio Sla: la scoperta arriva da uno studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia e apre una nuova pista sullo studio della malattia.
Lo studio sul ruolo delle microplastiche nella Sla
Nello specifico, lo studio ha determinato per la prima volta (dunque i risultati devono essere validati da altri studi) una nuova prospettiva sul possibile ruolo delle microplastiche nelle malattie neurodegenerative. Lo studio ha messo a confronto la presenza delle nanoplastiche nel sistema nervoso centrale di pazienti con Sla con quelli riscontrati in persone sane.
I risultati suggeriscono come elevati livelli di microplastiche siano associati ad un maggior rischio di Sla, o a causa di un effetto tossico diretto di tali contaminanti o per l’azione di altre sostanze tossiche associate alle microplastiche.
Il primo studio che arriva a queste conclusioni
Lo studio è anche il primo a caratterizzare la relazione tra livelli e dimensioni delle microplastiche nel sangue (dove sono presenti grazie all’esposizione ambientale e all’introduzione tramite la dieta) e presenza di tali contaminanti nel sistema nervoso, ponendo le basi per la realizzazione e validazione di nuovi studi nell’uomo su tali inquinanti di particolare attualità, e sul loro possibile ruolo nel determinare malattie del sistema nervoso.
La ricerca pionieristica
La ricerca è in corso di pubblicazione sulla prestigiosa rivista inglese Brain Communications e vede come coordinatori nonché primo ed ultimo autore della pubblicazione Marco Vinceti e Jessica Mandrioli, rispettivamente ordinari di Epidemiologia e di Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore.
Lo studio nasce dalla stretta collaborazione tra epidemiologi e neurologi, cui si è aggiunto il contributo fondamentale del gruppo di ricerca igienistico dell’Università di Catania coordinato dalle Prof.sse Margherita Ferrante e Gea Oliveri Conti.
«I nuovi contaminanti e gli effetti tossici»
«Se e quanto questi nuovi contaminanti rappresentati da nano e microplastiche siano responsabili di effetti tossici sul sistema nervoso rimane da accertare in modo conclusivo: i nostri risultati evidenziano però la loro presenza in vivo in ambito cerebrale e suggeriscono una possibile attività neurotossica delle particelle di minori dimension», ha commentato il Prof. Marco Vinceti.
«Speriamo che questo studio possa essere d’aiuto per capire e prevenire i meccanismi di insorgenza della Sla e di altre malattie neurodegenerative».
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17 agosto 2026
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