Non chiamatelo semplicemente “intestino pigro”. La stitichezza cronica interessa milioni di persone e dietro sintomi apparentemente simili possono nascondersi meccanismi molto diversi. Evacuazioni poco frequenti, feci dure, sforzo e sensazione di svuotamento incompleto non sono quindi un problema da liquidare sempre con qualche rimedio fai-da-te.

Le linee guida 2025 della World Gastroenterology Organisation (WGO) stimano che la stitichezza cronica interessi complessivamente circa il 9-20% della popolazione mondiale. Applicando i criteri Rome IV, il grande studio epidemiologico internazionale della Rome Foundation ha stimato una prevalenza globale della stitichezza funzionale dell’11,7%. Il disturbo risulta inoltre più frequente nelle donne e aumenta con l’età.

Perché le donne sono più colpite

La maggiore diffusione nel sesso femminile è ben documentata, ma non esiste una spiegazione unica. Nel corso della vita possono entrare in gioco fattori diversi, dalle modificazioni ormonali alle conseguenze di gravidanze e parti, fino ai cambiamenti del pavimento pelvico e all’invecchiamento.

Secondo la WGO, la stitichezza cronica è circa due volte più frequente nelle donne rispetto agli uomini. Anche la popolazione anziana rappresenta una delle categorie maggiormente interessate.

Non tutte le stitichezze sono uguali

È qui che cade uno dei falsi miti più diffusi. Avere difficoltà ad andare in bagno non significa necessariamente avere un intestino semplicemente “lento”.

La medicina distingue infatti diverse forme. Nella stitichezza a lento transito il contenuto intestinale procede più lentamente attraverso il colon per alterazioni della motilità.

Nei disturbi della defecazione, invece, il problema può essere soprattutto nell’ultima fase: retto, sfinteri e muscoli del pavimento pelvico non si coordinano correttamente e l’evacuazione diventa difficile anche quando le feci sono arrivate regolarmente nel tratto finale dell’intestino.

Esiste inoltre la stitichezza a transito normale e vanno considerate le forme secondarie legate, per esempio, a farmaci, patologie metaboliche o alterazioni strutturali.

Il legame tra intestino e cervello

Anche il sistema nervoso entra in gioco. La stitichezza funzionale rientra nell’area dei disturbi dell’interazione intestino-cervello: la funzione intestinale è regolata da una complessa comunicazione tra sistema nervoso centrale, sistema nervoso enterico e apparato gastrointestinale.

Questo non significa che la stitichezza sia “psicologica”. Significa piuttosto che fattori fisici, comportamentali e neurologici possono interagire e contribuire in maniera diversa alla comparsa e alla persistenza dei sintomi. La WGO include infatti tra i meccanismi coinvolti anche alterazioni della regolazione del sistema nervoso centrale.

Quando fibre e rimedi fai-da-te non bastano

L’approccio deve dipendere dal tipo di problema. Le linee guida raccomandano inizialmente di valutare alimentazione, apporto di liquidi, attività fisica, abitudini intestinali ed eventuali farmaci che favoriscono la stitichezza.

Le fibre possono essere utili, ma non rappresentano una soluzione universale: la stessa WGO sottolinea che nei disturbi della defecazione l’aumento indiscriminato delle fibre può non essere indicato.

Quando il problema persiste nonostante le prime terapie, possono essere necessari esami specifici, come lo studio del transito del colon e la manometria anorettale, per capire dove si trova realmente l’alterazione.

Il messaggio è quindi semplice: la stitichezza cronica non è sempre un “intestino pigro” e non si cura allo stesso modo in tutti i pazienti. Individuare il meccanismo alla base del disturbo è il primo passo per scegliere il trattamento più appropriato.

E in presenza di segnali d’allarme o di un cambiamento significativo e persistente delle proprie abitudini intestinali, la valutazione del medico diventa fondamentale.

Fonti

World Gastroenterology Organisation (WGO), A Global Cascade Approach to Diagnosis and Management of Chronic Constipation, Global Guideline, 2025.

Sperber AD et al., Worldwide Prevalence and Burden of Functional Gastrointestinal Disorders, Results of Rome Foundation Global Study, Gastroenterology, 2021.

Rome Foundation, Global Epidemiology Study, studio internazionale su 73.076 adulti in 33 Paesi.