Thrash



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Anthrax: Scott Ian, “Non credo che sostituire Joey Belladonna nel 1992 sia stata la scelta giusta”

Gli Anthrax stanno per tornare con un nuovo album, segnando così un altro importante capitolo nella storia della thrash metal band statunitense. Non mancano però le occasioni per parlare anche del passato, come accaduto durante un’apparizione sul podcast Naked Lunch. Nel corso del programma, il chitarrista della band, Scott Ian, ha parlato di uno degli episodi più discussi della storia degli Anthrax. Ian ha riflettuto sulla decisione di cambiare cantante nel 1992, sostituendo Joey Belladonna con John Bush degli Armored Saint. Queste le sue parole in merito:

“Non ero solo io a pensare che liberarsi di Joey nel 1991 fosse la mossa giusta. All’epoca fu una decisione di tutta band. Ora è facile discutere se sia stata la scelta giusta o sbagliata… ne parlo molto anche nel mio libro ‘I’m The Man: The Story Of That Guy From Anthrax’. Ma all’epoca, era una decisione che doveva essere presa. Ed è stato terribile. Ogni volta che si attraversa una situazione del genere in una band, quando si apporta un cambiamento di questo tipo, è sempre la cosa più difficile, peggiore, stressante, e straziante da fare.
A quel tempo, tra il ’91 e il ’92, sentivamo che la band si stava muovendo musicalmente in una direzione in cui pensavamo che Joey non potesse più continuare con noi. E col senno di poi, l’ho anche detto nel mio libro, mi sbagliavo, se ci fossimo davvero presi il tempo, non ce n’era il motivo… E questo non è un attacco a John , ovviamente, perché adoro John Bush, e penso che John sia un grande cantante. Ma dopo 30 anni ho avuto tempo per pensare alle cose, soprattutto perché stavo appunto scrivendo un libro. Alla fine sì, se ci fossimo davvero presi il tempo, probabilmente… C’è un mondo in cui Joey avrebbe potuto cantare su ‘Sound Of White Noise’ e sarebbe stato un grande album. E con questo non voglio dire niente di negativo su nessuno.”

In merito alla reunion con Joey Belladonna, Scott ha aggiunto:

“Joey è tornato nel 2010, giusto in tempo a suonare con il ‘Big Four’ [….]
Abbiamo chiesto a Joey di riunirsi a noi nel 2010 e lui ha detto di sì. Sono passati 16 anni da allora ed abbiamo fatto il miglior lavoro di sempre. E la band è migliore che mai. Tutto ha preso una svolta positiva e da allora tutto è andato avanti su questa strada. È stato incredibile.

Con Joey comunque non abbiamo mai perso completamente i contatti nel corso degli anni. Ci siamo riuniti una prima volta nel 2005, e anche prima, ogni tanto ci capitava di incontrarci qualche volta.
Comunque, nel 2010, siamo tornati insieme in modo definitivo. […] Ero in tour con la band di mia moglie, i Pearl, suonavamo al Webster Hall di New York. Charlie Benante ha contattato Joey dicendogli: ‘Ehi, saremo tutti in città. Ti va di venire a prendere un caffè? Parliamo un po”. E lui ha risposto: ‘Certo’. Così venne e ci incontrammo quel giorno stesso. La sera in cui i Pearl suonavano, ci siamo ritrovati nel pomeriggio io, Charlie , Frankie e Joey per un caffè. Charlie gli disse semplicemente: “Ti vogliamo di nuovo nella band. Ti va?”. E Joey rispose: “Sì, è tutto ciò che ho sempre desiderato fare”. Fu tutto così semplice, così rapido e facile. E riprendemmo esattamente da dove avevamo lasciato.
La prima volta che siamo entrati in sala prove e abbiamo ricominciato a suonare le vecchie canzoni, mi sono venuti i brividi nel sentire Joey cantare di nuovo brani come ‘Madhouse’ e ‘Medusa’.
Anche se avevamo già organizzato una reunion con lui nel 2005, il vero momento giusto per tornare tutti assieme è stato quella volta lì nel 2010.”