Il paesaggio del Golfo, le marine, i volti della Spezia e la memoria della prigionia: cinquanta opere – rappresentative di una produzione ampia e articolata – per rileggere una pittura che, per decenni, è entrata nelle case della città e ne ha fissato sulla tela paesaggi, persone e memoria. Dal 10 ottobre al 29 novembre il Castello di Lerici ospiterà ‘Caselli 50’, mostra promossa dal Comune di Lerici e curata dall’associazione Startè in collaborazione con l’Archivio Caselli, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di Giuseppe Umberto Caselli. Il percorso riporterà a Lerici una grande esposizione monografica dedicata all’artista, dieci anni dopo ‘Con gli occhi di Caselli’, allestita nel 2016 al Castello di San Terenzo.

Caselli, nato il 5 luglio 1893 a Villarotta di Luzzara, nel Reggiano, si trasferì da bambino alla Spezia, dove visse fino alla morte, il 19 dicembre 1976. La Prima Guerra Mondiale segnò una frattura nella sua vicenda umana e artistica. Catturato nel 1915, Caselli fu internato a Mauthausen fino al 1918. L’esperienza della prigionia entrò nella sua produzione accanto alle vedute del Golfo, della costa lericina e della Lunigiana e ai ritratti dei personaggi del suo tempo. Una parte consistente della sua opera è oggi conservata in collezioni pubbliche e private, soprattutto nel territorio spezzino. È proprio il rapporto con i collezionisti uno degli aspetti che la mostra intende documentare.

L’Archivio Giuseppe Caselli, istituito da Startè nel 2016, ha censito e catalogato negli anni centinaia di opere provenienti da raccolte pubbliche e private, comprese quelle del Comune di Lerici. Paolo Asti, presidente di Startè e segretario dell’Archivio Caselli sottolinea la diffusione delle opere nelle abitazioni della provincia: “Lì è presente una vera e propria pinacoteca dell’artista”. Un patrimonio diffuso che il lavoro dell’Archivio punta a ricostruire e documentare. Asti ricorda inoltre Francesco Vaccarone, allievo di Caselli e presidente dell’Archivio fino alla sua scomparsa.

Il progetto comprenderà anche una mostra diffusa nelle attività commerciali del territorio comunale. Sono previsti un catalogo dedicato e laboratori e attività per bambini e ragazzi. Il comitato scientifico dell’Archivio, composto tra gli altri dal gallerista Cesare Cardelli e dal professor Umberto Croppi, continuerà intanto il lavoro di censimento, studio e valorizzazione della produzione dell’artista. “Il Castello è un vero riferimento culturale e lo sarà anche per un artista fortemente legato al territorio come Caselli”, conclude il sindaco Marco Russo.

Marco Magi