La pioggia arriva a dirotto sull’Arena del Mare BCC Roma e trasforma il concerto di Fiorella Mannoia in una serata di resistenza, musica e riflessioni. Acqua e fulmini mettono in fuga molti spettatori, costretti ad abbandonare l’area o a cercare riparo in fondo al campo, sotto tende e tendoni. Restano invece quelli più attrezzati, con ombrelli e mantelle, e chi non vuole rinunciare alla musica.

Fiorella Mannoia sceglie di continuare a cantare per il pubblico che resiste. La serata prende così una piega quasi simbolica: mentre il maltempo svuota progressivamente gli spazi davanti al palco, le canzoni diventano il punto di riferimento per chi decide di restare.

Non mancano, fuori dall’arena, le lamentele per una serata resa difficile dalle condizioni meteorologiche. Intorno alle 21.45, però, sulle note di Marinella, la pioggia comincia ad attenuarsi. La musica riprende il sopravvento e il pubblico torna a cantare, anche se molti posti ormai restano vuoti.

Nel frattempo Mannoia alterna le canzoni alle riflessioni, dando voce a chi vive ai margini e a chi spesso rimane invisibile. È soprattutto attraverso i brani di Anime salve che il concerto assume una dimensione più ampia: le storie degli ultimi, degli esclusi e degli “inermi” diventano metafore potenti per parlare del presente.

Così, nonostante la tempesta, il concerto trova la sua ragione più profonda proprio nella capacità della musica di resistere. E in un’arena in parte svuotata dalla pioggia, a restare sono le voci di chi continua ad ascoltare e cantare.