Design e moda: una storia di destini incrociati.

Basta guardarsi intorno: le divisioni home delle maison di moda, la partecipazione massiccia alle design week, i set delle sfilate firmati da architetti d’interni… Perché il design piace tanto al mondo del fashion? La moda, come il design, vive di ricerca. Entrambi tendono all’equilibrio perfetto tra estetica e funzionalità, dove l’abito e l’arredo diventano espressioni identitarie del vivere quotidiano e oggetti del desiderio. Un’osmosi che affonda le radici nella storia del gusto. Già ai primi del Novecento, figure visionarie abbattono i confini tra le discipline.

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Lo stilista e imprenditore italiano Gianni Versace seduto sul tavolo del suo studio.Mondadori Portfolio/Getty Images

Un legame che parte da lontano

A Venezia Mariano Fortuny, fondatore nel 1921 dello storico stabilimento alla Giudecca, affianca ai tessuti plissé e ai velluti stampati la creazione di arredi sobri e geometrici di ispirazione rinascimentale: vere quinte sceniche capaci di far dialogare la materia tessile con l’architettura della casa. Negli stessi anni a Firenze, Ernesto Michahelles, in arte Thayaht, inventore della tuta – a cui il Museo del Tessuto di Prato ha dedicato una grande mostra nel 2007 –, disegna abiti per la maison di Madeleine Vionnet curando anche l’allestimento della sede in avenue Montaigne, mentre nel 1923-24 partecipa alla sezione fiorentina delle Biennale di Monza esponendo mobili, arredi e una serie di portaceneri in thayattite, una speciale lega metallica in argento da lui stesso brevettata.