di
Ilaria Sacchettoni
In cerca di un movente plausibile, la Procura, si affida al computer di Lavitola per conoscere tempi, modi e ragioni dell’attentato più bizzarro di sempre
In cerca di un movente plausibile, la Procura, si affida al computer di Valter Lavitola per conoscere tempi, modi e ragioni dell’attentato più bizzarro di sempre. Ma la complessità dell’inchiesta richiede ulteriori accorgimenti. Si leggono in controluce anche considerazioni e commenti dei suoi avvocati, i penalisti Sergio Cola e il figlio Arturo, ora impegnati nel ricorso al Tribunale del Riesame.
I carabinieri del Nucleo Investigativo vogliono capire se le dichiarazioni di Lavitola sulla necessità di irrobustire la scorta dell’amico Ranucci siano supportate da elementi concreti o nascondano un secondo fine. L’imprenditore ha ancorato la propria versione al tema della sicurezza del conduttore di Report. Una rete insufficiente e precaria, a suo dire, prima che l’instabile «gelatina da cava» collocata da quattro piccoli pregiudicati sotto casa Ranucci, convincesse la prefettura a rafforzare la scorta del giornalista, poi elevata ad otto agenti.
La spiegazione di Lavitola ridimensionerebbe l’ipotesi formulata dal pm Edoardo De Santis, di un agguato costruito attorno alla sponsorship politica di Ranucci che avrebbe permesso al faccendiere di riciclarsi politicamente e addirittura istituzionalmente («Sei mai stato nel corridoio dei presidenti a Palazzo Chigi?», fantasticava l’indagato stesso con il conduttore a fine giugno). Una pista con due demeriti agli occhi del faccendiere. Il primo, processuale, è di aggravare la sua posizione. Il secondo, riguarda l’aspetto mediatico, il peso dell’intera vicenda sulla reputazione dell’amico Ranucci. E allora ecco l’esigenza di rileggere con attenzione le ultime novità.
Come l’intervista del 17 agosto rilasciata da Cola Jr a Libero: «Nell’incontro del 7 settembre 2025 — premette l’avvocato — a casa di Ranucci si è parlato proprio di questo. In quel momento Lavitola, avrebbe, a suo dire, riferito a Ranucci ciò che aveva saputo, dei pericoli che correva e, in quelle occasioni, si è parlato appunto della sua sicurezza». La conclusione del ragionamento, appare interessante: «Se sentono Ranucci e Ranucci conferma queste cose, che cioè si era parlato di questi attentati possibili, il movente che oggi è creduto può ricevere riscontri formidabili. Il fatto risulterebbe così meno grave».
L’auspicio della difesa è quello di chi si augura il male minore a fronte di un quadro accusatorio severo. Ma colpisce che anziché produrre elementi a supporto delle proprie affermazioni (documenti, mail, chat, riscontri) Lavitola preferisca insistere nel veicolare attestati di stima e suggerimenti all’amico (ex?) Ranucci. Lavitola, già condannato per la tentata estorsione a Silvio Berlusconi, sembra a suo agio nella esternazione di messaggi in codice. Ma Ranucci?
Sarà riascoltato come persona informata sui fatti nelle prossime settimane. Può chiarire ai magistrati un aspetto essenziale. Quel sondaggio esplorativo sul gradimento del conduttore nella società civile era un piano serio o no? Ranucci ha ripetuto più volte che non aveva intenzione di candidarsi ma, come osserva la gip Iole Moricca, il giornalista appare progressivamente incuriosito dal progetto dell’amico. Fino a che punto allora? Un conto è assecondare le fantasie del perseverante Lavitola. Altro è pianificare ipotetiche discese in campo. La riluttanza del conduttore Rai avrebbe potuto forse essere superata dalla quotidiana insistenza del faccendiere?
Qui e là affiorano segni di progressivo interesse, come l’integrazione della rilevazione sulla quale il giornalista diede qualche consiglio: «Ci ho messo dentro altre cose, come l’intelligenza artificiale che sarà un tema… uno delle prossime campagne elettorali, vedrai, e gestione dell’egemonia digitale che è un tema che rende schiavi e mette in discussione la democrazia. L’ambiente, la transizione ecologica, queste cose qui». Sfida alla stregua di un cruciverba? Oppure progetto credibile? La risposta sta a Ranucci.
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18 agosto 2026
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