Quando si è trasferita su un’isola remota al largo dell’Alaska, Arwa Moore era convinta che la quotidianità sarebbe stata piena di difficoltà. Si tratta di una delle isole più grandi degli Stati Uniti, ma quasi interamente selvaggia, raggiungibile solo in aereo o in barca, con una comunità di poco più di 5mila abitanti. A un anno dal trasferimento, però, come racconta lei stessa in un articolo pubblicato su Business Insider, la realtà si è rivelata molto diversa dalle aspettative.



La vita quotidiana e la spesa online

«Prima di arrivare qui immaginavo di avere un accesso limitatissimo alle cose essenziali», racconta Moore, «e pensavo che avrei dovuto lasciare l’isola ogni volta che avevo bisogno di fare la spesa». Sull’isola, spiega, si trovano in realtà più opzioni del previsto – bar, pescherie, negozi di alimentari – anche se mancano articoli più specifici, come certi capi d’abbigliamento o pezzi di ricambio per l’auto. In quei casi, però, l’e-commerce resta comunque una soluzione percorribile: Amazon e gli altri grandi rivenditori online continuano a consegnarle i pacchi, «solo che ci vogliono un paio di settimane invece di pochi giorni, e a volte la spedizione costa qualcosa in più».



Il lavoro da remoto e gli spostamenti

Anche la connessione internet, prosegue Moore, non le ha mai creato problemi, permettendole di proseguire la sua attività di content creator a tempo pieno senza dover lasciare l’isola.

Diverso il discorso per i viaggi, che richiedono più pianificazione: il volo più vicino verso Anchorage dista circa 250 miglia aeree, e un normale spostamento fuori dall’isola può richiedere quasi un’intera giornata tra scali e tempi di attesa in aeroporto. «Quando il maltempo o i ritardi si mettono di mezzo», racconta, ha impiegato anche più di 24 ore per raggiungere una destinazione – ma con un occhio costante alle condizioni meteo, i viaggi non si trasformano quasi mai nell’odissea che molti si aspetterebbero.

Una comunità piccola e la vita all’aria aperta

Vivendo in una cittadina di circa 5.200 abitanti – che con i villaggi limitrofi arriva a 12.400 residenti complessivi – Moore riconosce spesso le persone che incontra in giro, molte delle quali gestiscono le attività commerciali locali che è diventata un’abitudine sostenere. Il trasferimento le ha anche cambiato il rapporto con l’outdoor: circondata da montagne, acqua, sentieri e fauna selvatica, oggi le basta qualche ora libera per andare a fare trekking, correre o esplorare l’isola in paddleboard, senza dover organizzare una vacanza intera. «Pensavo che la difficoltà più grande sarebbe stata tutto ciò a cui non avrei più avuto accesso», conclude Moore, «invece ho scoperto quante cose della mia vita di prima sono comunque riuscita a mantenere» – anche se, ammette, «ho bisogno di meno comodità di quanto pensassi».




Ultimo aggiornamento: martedì 18 agosto 2026, 11:23





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