Un altro rinvio per il Palio, e Siena s’interroga
(Aldo Tani) Ancora una volta si è presentata puntuale all’appuntamento. La pioggia, sempre lei. Pronta a scompaginare i piani di chi si vorrebbe godere il Palio e invece è costretto a tenere un occhio sui siti di previsioni meteo e l’altro al cielo. Sembra una maledizione ormai quella che accompagna la Festa senese, rimandata di un altro giorno.
Delle ultime otto carriere cinque non sono state corse nelle date canoniche del 2 luglio e 16 agosto. Quest’anno come nel 2024 addirittura in entrambe le occasioni.
Se oggi finalmente i temporali concederanno una tregua, si tornerà a correre il 18 agosto dopo mezzo secolo.
Nel 1976 a trionfare fu la Civetta con Aceto e Panezio. Di fatto l’unico doppio rinvio legato al maltempo degli ultimi tre secoli per quanto riguarda il Palio dell’Assunta. Dal 1700 sono state dodici le occasioni di una carriera svolta con 48 ore di ritardo. Spesso si è trattato di palii straordinari, disputati quindi dopo quello tradizionale del 16 agosto: l’ultima volta nel 1907, quando vinse la Lupa. In altre occasioni la corsa è stata fissata direttamente il 18 agosto perché nei giorni precedenti si erano tenuti in città vari eventi ludici. Vicende assai lontane da quelle attuali, che costringono la macchina paliesca agli straordinari. Niente che l’ente organizzatore, ovvero il Comune, non possa affrontare.
Tuttavia a ogni rinvio torna di attualità la possibilità di trovare contromisure a questa nuova normalità. L’ex candidato a sindaco Emanuele Montomoli ha proposto di stendere delle coperture sull’anello di piazza del Campo. L’apprezzamento al post, corredato da un’eloquente immagine generata con l’intelligenza artificiale, è stato significativo. Il problema è che la conchiglia senese è inclinata. L’acqua penetra dai vicoli circostanti e filtra nel substrato, rendendo di fatto inutili i teloni posti sulla superficie.
Un ragionamento più tecnico potrebbe essere fatto sul tufo. In alcuni palii hanno adottato una sabbia silicea, che darebbe maggiori garanzie di tenuta. Soluzione che però andrebbe calata su Siena per comprendere se possa andare bene.
È ovvio, in ogni caso, che prima o poi il problema vada affrontato, perché non siamo più di fronte al caso sporadico. Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti e, per quanto di teorie negazioniste ne circolino in abbondanza, è evidente che un concentrazione così alta di rinvii per maltempo non si era mai verificata.