Milano – Scollinato Ferragosto l’inizio della scuola non sembra più così lontano, sebbene per gran parte dell’Italia manchi ancora quasi un mese alla prima campanella dell’anno. In Lombardia, secondo il calendario scolastico regionale, l’inizio delle lezioni è previsto per il 14 settembre. Nel resto d’Europa c’è chi è già rientrato tra i banchi: in Svezia ad esempio gli studenti sono rientrati in classe proprio oggi, lunedì 17 agosto. A spiegarlo, aprendo il “cassettino” dei ricordi è la conduttrice Filippa Lagerback, originario del paese scandinavo e ormai lombarda d’adozione (è di casa con il marito Daniele Bossari in provincia di Varese). “Tenetevi forte, oggi in Svezia iniziano le scuole” ha sottolineato il volto tv di “Che tempo che fa”.
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I ricordi da alunna
“Una confessione. Amavo tornare a scuola, comprare nuove penne, matite e gommini. Scegliere la carta per coprire i libri, tutti rigorosamente in prestito da restituire alla fine dell’anno. Mia madre (Margaretha, scomparsa a gennaio 2025) non ha mai speso un centesimo per i libri scolastici, tutti pagati dallo Stato. Eh”. Poi una riflessione e un parallelismo con l’Italia, sua seconda patria, dove è cresciuta la figlia Stella, che oggi ha 23 anni. “Da straniera in Italia (oh lo sarò per sempre?) devo sempre fare un preambolo prima di poter rivolgere una critica… Amo l’Italia, nazione meravigliosa dove ho trovato l’Amore per (e della) Vita! Alcune cose però non sono pensate per la persona, per il cittadino, che sì…Dovrebbe pagare le tasse, per contribuire a un sistema trasparente e funzionante”.

L’importanza della scuola
“Nei tempi difficili si dovrebbe investire ella scuola, permettere alle famiglia di far studiare i figli: per crearsi un futuro dignitoso e per avere un paese in evoluzione. Partendo da un ambiente scolastico accogliente e positivo. Avere le edizioni dei libri scolastici che cambiano ogni anno e quindi non possono essere acquistati in seconda mano mette in difficoltà le famiglie . E non ho detto che dovrebbero essere in prestito come in Svezia. Ah sì ora l’ho detto. Spiegatemelo”