di
Salvatore Riggio

Nella nuova docuserie di Prime Video «A Beautiful Obsession», emergono gli aspetti più intimi degli ultimi due anni di Pep in Inghilterra. Lo confessione della separazione dalla moglie ai suoi giocatori dopo il ko contro la Juve

Dopo un decennio straordinario scandito da 20 trofei, la monumentale era di Pep Guardiola al Manchester City è giunta al termine, lasciando sul campo non solo un’eredità tattica inarrivabile, ma anche un uomo visibilmente prostrato dall’impegno profuso. La nuova docuserie di Prime Video, «A Beautiful Obsession», offre uno sguardo inedito e intimista sulle sue ultime due stagioni in Inghilterra, svelando la complessità di una vita vissuta al limite della pressione agonistica.

Il tecnico catalano, 55 anni, ha confessato quanto l’incarico sia stato gravoso, al punto da erodere la sua vita familiare e portarlo alla dolorosa separazione dalla moglie Cristina Serra, annunciata ai tre figli durante le festività natalizie del 2024. Il legame tra Pep e Cristina, sbocciato nel lontano 1994 all’interno della boutique di moda della famiglia Serra e consolidatosi attraverso il matrimonio del 2014 e le tante tappe internazionali tra Monaco e Manchester, ha ceduto sotto il peso della distanza e di ritmi di lavoro estenuanti, specialmente quando lei ha scelto di fare ritorno in Spagna per seguire le proprie attività imprenditoriali.



















































Nel documentario emergono retroscena spogliatoio da brivido, come quando Guardiola ha affrontato a cuore aperto i suoi calciatori dopo una sconfitta con la Juventus, usando la propria crisi personale come parabola sulla motivazione: «Ho divorziato dalla donna più bella del pianeta. La amo immensamente, ma abbiamo perso la passione. Qualsiasi cosa facciate nella vita, fatela con passione». 

Il catalano ha preteso dai suoi giocatori un’ossessione pari alla propria, toccando momenti di forte tensione psicologica ed emotiva, come il duro sfogo in lacrime dopo la debacle contro il Bayer Leverkusen nel novembre 2025, in cui ha rinfacciato alla squadra la mancanza di coraggio e il non aver ripagato i sacrifici personali da lui compiuti: «Metto in gioco la mia vita, il mio divorzio, la lontananza dalla famiglia e cosa ricevo in cambio? Una prestazione di m…a. Quando giocate così, mi sento solo».

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Questo perfezionismo quasi ossessivo, alternato a dimostrazioni di viscerale affetto e festeggiamenti scatenati sulle note dei Bee Gees, rispecchia appieno la parabola tracciata dal musicista Noel Gallagher, tifoso storico del City, che ha paragonato il naturale calo della squadra al ciclo di una grande rock band. Al termine del suo mandato, dopo aver visto il campionato sfuggire a favore dell’Arsenal, Guardiola ha maturato la decisione finale ammettendo con sconcertante sincerità di non possedere più l’energia necessaria. Ora che l’avventura inglese si è conclusa, e dopo aver vissuto l’emozione di un’ultima partita circondato dall’affetto di tutta la sua famiglia, compresi i figli, il 95enne padre e la stessa Cristina – da lui definita ancora «la donna più importante della mia vita» –, Guardiola sembra intenzionato a fermarsi davvero.

Il futuro lontano dal calcio: «Sarà difficile tornare, devo ritrovare me stesso». Da qui il no alla Nazionale?

Come ha suggerito l’amico e direttore sportivo Txiki Begiristain, Pep necessita di staccare la spina da una routine frenetica per riscoprire una quotidianità fatta di cose semplici, riscoprendo il concetto catalano di «badar»: sedersi, rilassarsi e guardare il tempo che passa senza la fretta di dover preparare la prossima gara. Sebbene ammetta che la panchina sia una dipendenza a cui i grandi allenatori faticano a rinunciare, l’ex tecnico del City sostiene che per ora sarà dura vederlo di nuovo al lavoro: «Sarà difficile tornare. Ho bisogno di rimettere a posto molte cose. Sono successe tante cose nella mia vita personale e professionalmente ho bisogno di ritrovare me stesso, soprattutto sedermi e vedere il tempo che passa. In catalano si dice badar, farò proprio così». Rientrato a Barcellona dai suoi affetti più cari e circondato dalle inevitabili voci di mercato che lo vorrebbero verso nuove avventure internazionali, Guardiola si regala finalmente il lusso del tempo, lasciando aperto il futuro sia sul piano professionale (ma ha rifiutato la panchina della Nazionale italiana che gli era stata offerta da Paolo Maldini e Leonardo) sia su quello sentimentale.

18 agosto 2026 ( modifica il 18 agosto 2026 | 12:05)