di
Davide Soattin

Nel mondo dell’ippica Varenne era ritenuto il più forte di sempre e grazie alle sue vittorie era conosciuto come «Il Capitano»: dopo l’addio alle corse aveva generato più di 2.000 figli. Nato in provincia di Ferrara, stava trascorrendo il suo «buen retiro» a Eboli (Salerno). Il veterinario: «Un infarto fulminante»

«Con immenso dolore diamo la notizia della morte del Capitano». Poche righe sulla pagina ufficiale comunicano la morte di Varenne, ritenuto da molti il più grande trottatore di tutti i tempi. Aveva 31 anni. 

Stando a quanto comunica il canale ufficiale dedicato a Varenne, la morte sarebbe avvenuta per un infarto fulminante nella notte tra il 17 e il 18 agosto.



















































 «Siamo distrutti di fronte a questa notizia» spiegano dallo staff: «Vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan a volare verso le sue vittorie. Oggi Varenne quelle ali le ha messe per viaggiare altrove, corri sempre libero e sempre nostro Capitano, che la terra ti sia lieve».

Varenne e le corse, una carriera unica: «Il più grande»

Varenne era nato a Copparo (Ferrara) il 19 maggio 1995 e stava trascorrendo gli anni dopo il ritiro delle corse a Eboli. Era nato nell’allevamento di Zenzalino . Soprannominato «Il Capitano», nel mondo dell’ippica è diffusamente considerato il migliore trottatore di tutti i tempi; avendo totalizzato premi per un totale sopra i 6 milioni di euro: è stato il cavallo che ha vinto di più nella storia del trotto a livello mondiale.

Lo storico proprietario Enzo Giordano morto nel 2025

Il cavallo era figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz. Nel 1995 era stato acquistato dallo storico proprietario Enzo Giordano, morto a 71 anni a maggio 2025. Durante la propria straordinaria carriera, vissuta quasi sempre fianco a fianco al driver romano Giampaolo Minucci, disputò 73 corse, vincendone 62. 

Le vittorie più prestigiose nei primi anni Duemila

Tra i successi più prestigiosi rientrano il Derby italiano del trotto vinto nel 1998, il Gran Premio Lotteria di Agnano vinto nel 2000, 2001 e 2002, il Prix d’Amérique vinto nel 2001 e 2002, l’Elitloppet vinto nel 2001 e 2002 e il Breeders Crown vinto nel 2001, annata del Grande Slam. Lo stesso Grande Slam che ripetè anche nel 2002. 

Il 28 settembre di quell’anno terminò la propria carriera agonistica col tour mondiale che finì a Montreal. In totale, conquisto oltre 6 milioni di euro in premi, diventando il cavallo più vincente nella storia mondiale del trotto. 

Dopo il ritiro diventò una stallone generando 2.000 figli

Fu inoltre eletto Cavallo dell’anno in Italia, Francia e Stati Uniti. Dopo il ritiro, Varenne è diventato uno stallone di grande successo, generando oltre 2.000 figli, alcuni dei quali ne hanno ripercorso le orme negli ippodromi nazionali. 

Cinque di loro hanno infatti vinto il Derby italiano del trotto. Nella mattinata di martedì 18 agosto la triste notizia, arrivata dall’allevamento LJ a Eboli, in provincia di Salerno, dove il cavallo stava trascorrendo gli ultimi anni di vita. 

Daniele Giordano: «Quel suo inchino resterà con me per sempre»

«Ci lascia non solo il più grande cavallo trottatore della storia ma una delle più grandi leggende italiane, che va oltre lo sport. L’affetto di tanti italiani in queste ore è commovente, ringrazio tutti». Così all’Adnkronos un emozionato Daniele Giordano, divenuto proprietario di Varenne, dopo la morte, l’anno scorso, del padre Enzo. 

«Sono stato testimone di quasi tutte le vittorie di Varenne, perché seguivo sempre mio padre negli ippodromi di tutto il mondo -aggiunge Giordano-. Mi ricordo con particolare emozione quando, dopo il secondo successo nel Gran Prix d’Amerique nel 2002, Varenne si “inchinò” di fronte a decine e decine di bandiere italiane. Provammo una felicità particolarmente intensa».

L’allevamento dove nacque il campione: «Le tue imprese eterne»

«Purtroppo il momento è giunto, lo sapevamo che prima o poi sarebbe arrivato, ma non volevamo pensarci, per noi sei sempre stato immortale, un figlio sempre presente che ci riempiva di orgoglio. Ti vogliamo salutare ancora una volta ricordando le tue imprese in pista e quindi non soffermarti a guardare le nostre lacrime ma guarda solo il sorriso che hai regalato a noi e a tutta l’Italia. Grazie immenso Capitano Varenne».

Il lutto a Copparo: «Salutiamo il figlio del vento»

A ricordarlo è Fabrizio Pagnoni, sindaco di Copparo, dove tutto ebbe inizio: «La notizia della sua morte ci lascia un dolore particolare, perché se ne va uno straordinario campione che ha rappresentato la nostra terra nel mondo. Ci mancherà il “figlio del vento”, il nostro “Capitano”».


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18 agosto 2026 ( modifica il 18 agosto 2026 | 14:54)