Prato, 18 agosto 2026 – Le telecamere raccontano fotogramma per fotogramma il caos di domenica pomeriggio al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato. Immagini che documentano esattamente cosa è successo e che hanno indotto il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, a contestare il tentato omicidio al poliziotto della Penitenziaria che ha sparato al 22enne marocchino che stava tentando la fuga.

La ricostruzione
Il video mostra il 22enne che, ammanettato, corre nella “camera calda”, l’area ambulanze, e subito dopo arrivano due agenti della polizia penitenziaria. Uno ha l’arma di ordinanza in pugno. Il 22enne si nasconde dietro all’ambulanza, corre avanti e indietro. Poi i tre spari, uno dei quali raggiunge il nordafricano alla gamba.
Approfondisci:
Fermato dalla polizia e portato in ospedale, tenta di evadere. Agente spara, panico al pronto soccorso
Gli elementi chiave: l’ambiente chiuso e la fuga “impossibile”
“I filmati acquisiti mostrano la dinamica dei fatti – aveva spiegato la Procura – Due agenti di polizia penitenziaria, mentre il ragazzo cercava di scappare ammanettato all’interno di un ambiente chiuso dal quale non poteva uscire, hanno cercato di raggiungerlo. Uno dei due agenti ha esploso contro il ragazzo tre colpi di pistola, uno dei quali l’ha colpito”.
Approfondisci:
Il 22enne marocchino, recentemente scarcerato proprio dalla Dogaia, era finito al pronto soccorso perché sorpreso insieme ad altri due soggetti a lanciare della droga dentro al carcere pratese. Una situazione da mesi al centro delle indagini della Procura laniera con il procuratore Tescaroli che non manca di rimarcare come “la situazione di illegalità attorno al carcere si perpetui”. Nelle fasi concitate dell’arresto si era fatto male ed era stato quindi trasferito al Santo Stefano. Lì, ammanettato, era riuscito a impossessarsi di un estintore e a scaricarlo, creando una cortina fumogena per agevolarsi la fuga, un tentaivo durato poco.

L’area del pronto soccorso con gli agenti di polizia
L’indagine e le polemiche
Subito dopo la notizia dell’indagine per tentato omicidio il vicepremier e la leader della Lega Matteo Salvini aveva espresso “totale sostegno all’agente di Prato. Altro che ‘tentato omicidio’: ha semplicemente fatto il suo lavoro, fermato un pericoloso delinquente (per altro già dimesso dall’ospedale) e protetto la sicurezza di decine di cittadini perbene”, aveva scritto sui social.
Approfondisci:
L’avvocato Vittorio Luigi Fucci, legale di fiducia dell’agente penitenziario, nell’esprimere “fiducia nell’operato della magistratura” aveva anche auspicato l’applicazione “del nuovo decreto sicurezza che ha modificato l’articolo 335 del codice di procedura penale, introducendo il comma con cui si prevede l’annotazione preliminare nel modello 45 bis, che evita l’iscrizione automatica dell’agente nel registro degli indagati quando l’atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie. In ogni caso – aveva concluso il legale – credo che occorra una riforma radicale che tuteli maggiormente le forze dell’ordine che operano in presenza di evidenti cause di giustificazione”.

