Sarà aperto un procedimento disciplinare nei confronti dei quattro custodi, presenti al museo regionale durante il furto di Ferragosto delle sei tavole di Antonello da Messina del valore di decine di milioni di euro. Lo apprende l’agenzia Ansa. La procedura scatterà non appena il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio. Da quanto risulta al momento dell’irruzione della banda di ladri il sistema d’allarme sarebbe scattato subito, la scena è stata ripresa anche dalle telecamere di video-sorveglianza. La sanzione estrema prevede il licenziamento.

Nessuna anomalia dai verbali del museo
Nessuna anomalia sarebbe emersa dalle verifiche fatte sui verbali interni, redatti dal personale del museo regionale di Messina, nei giorni antecedenti al furto delle opere di Antonello da Messina messo a segno a Ferragosto. Lo si apprende da fonti del governo della Regione. Subito dopo il furto il presidente della Regione Renato Schifani ha disposto una ispezione interna.
Ieri l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, ha effettuato un sopralluogo nel museo per parlare col personale e per rendersi conto di persona di quanto accaduto.
I quattro custodi – due donne dipendenti regionali e due uomini ex Asu che lavorano alla Servizi ausiliari Sicilia – presenti al museo al momento del furto e interrogati dalla polizia e dal Nucleo speciale dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale sono stati messi in ferie. Nonostante sia scattato l’allarme e il sistema di video-sorveglianza abbia ripreso le fasi del clamoroso colpo, i custodi non si sarebbero accorti di nulla.
Le forze dell’ordine hanno cercato di contattare telefonicamente con difficoltà qualcuno del museo, dopo il ritrovamento delle due tavole dell’Antonello da Messina abbandonate dalla banda durante la fuga. Solo allora i custodi venuti fuori dalla struttura si sarebbero resi conto del furto vedendo le tavole di Antonello da Messina che erano state ritrovate da una coppia, alle 21, che ha chiamato il 112.
Elisabetta Bonfato, che col marito ha ritrovato le tavole afferma che due delle alte sbarre di metallo che circondano il museo erano allargate da mesi e non dalla sera del furto.
La banda avrebbe lasciato tracce
Secondo quanto apprende l’ANSA, gli investigatori che indagano sul clamoroso furto di Ferragosto nel museo regionale di Messina avrebbero trovato delle tracce lasciate dalla banda di ladri che ha rubato sei opere di Antonello da Messina, abbandonandone due durante la fuga e ritrovate grazie a una segnalazione di una passante. La dinamica farebbe ipotizzare che a mettere a segno il colpo non sia stato un gruppo di professionisti. Le indagini sono in corso, gli inquirenti stanno analizzando qualsiasi elemento con l’obiettivo di recuperare le preziose tavole del pittore siciliano del Quattrocento.
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