C’è un legame tra Varenne e Varese. Garantito dal cinema. In Febbre da cavallo – La mandrakata, film del 2002 dei fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, Bruno Fioretti, detto Mandrake (Gigi Proietti, al solito strepitoso) vuole fare credere alla fidanzata Lauretta (Emanuela Grimalda) di avere ormai smesso con le scommesse e gli ippodromi. Non è vero ma spera che lei abbocchi. Sono in treno, da Roma e Montecatini, e mentre lui pensa (alle corse), la donna si diletta con La settimana enigmistica.

Penna in mano, gli dice, entusiasta: «Ascolta, questa la sai sicuramente. Mitico cavallo del trotto italiano, sette lettere, inizia per va».

«Non so – bleffa Mandrake – forse Varazze. No, Varese».

«Varese? – replica Lauretta assai sospettosa – Un cavallo che si chiama Varese? E poi Varese ha sei lettere e non sette».

In suo soccorso interviene un altro passeggero: «Mi scusi, è Varenne».

«Grazie, molto gentile»

«Si immagini. È facile, lo sanno anche i bambini».

Lei allora si volta verso il fidanzato, lo fulmina con lo sguardo e inferisce: «E tu invece non lo sapevi?»

«Lo sai, con i cavalli ho chiuso», si giustifica il bugiardo che a Montecatini si allontanerà con un trucco pianificato dalla festa dei suoceri per andare all’ippodromo Sesana, giocare e perdere.

Sequel di Febbre da cavallo, pellicola diretta nel 1976 da Steno ovvero Stefano Vanzina, padre di Carlo ed Enrico, La mandrakata, ancora trasmesso con regolarità e successo da Cine34, valse a Proietti il Nastro d’Argento nella categoria miglior protagonista maschile. Lui ed Enrico Montesano erano anche nel primo film. Tra i nuovi ingressi, oltre a Emanuela Grimalda, che ha preso il posto della precedente fidanzata interpretata da Catherine Spaak, di rilievo Carlo Buccirosso, Nancy Brilli e il legnanese Marino Guidi nel ruolo del Milanese, bauscia gabbato.