di
Federica Bandirali
Storica direttrice delle pubbliche relazioni di Dior, Mathilde Favier è stata per anni il ponte tra la Maison, le grandi attrici e il mondo della cultura
La moda francese perde una delle sue figure più riconoscibili e amate: Mathilde Favier, storica direttrice delle relazioni pubbliche di Dior e volto familiare della mondanità parigina, è morta lasciando un vuoto profondo nel mondo della couture, dell’arte e della cultura. Favier è deceduta in un incidente stradale: morto anche il produttore cinematografico Nicolas Altmayer, in auto con lei.
Altmayer, 61enne, noto per film come «Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Missione Cairo» e «Giovane e bella», è deceduto nell’incidente stradale avvenuto a Airvault, nel dipartimento delle Deux-Sèvres. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Niort, che ha aperto un’inchiesta, la loro auto «ha urtato un mezzo pesante che procedeva in senso opposto mentre stavano effettuando un sorpasso».
Favier per anni aveva rappresentato il punto di incontro tra la maison Dior, le grandi attrici, le personalità internazionali e il mondo dello spettacolo, costruendo rapporti personali capaci di trasformare ogni apparizione sul red carpet in un momento di stile e comunicazione.

Il suo ruolo consisteva proprio nel creare quel legame invisibile tra il lavoro dello studio creativo e le donne chiamate a interpretare Dior davanti al pubblico, una funzione che aveva svolto con discrezione, talento e una straordinaria capacità di relazione. Parigina, elegante e profondamente legata alla sua città, Favier aveva costruito una carriera nel mondo della moda iniziata già da giovane e consolidata attraverso importanti esperienze professionali, tra cui gli undici anni trascorsi da Prada prima dell’arrivo in Dior.

Nel corso degli anni era diventata una presenza imprescindibile durante le settimane della moda, a Cannes e nei principali appuntamenti internazionali, entrando in contatto con attrici, stilisti, artisti, fotografi e protagonisti della cultura. Il suo lavoro era spesso lontano dai riflettori, ma decisivo per definire l’immagine pubblica della maison. La sua notorietà, tuttavia, non dipendeva soltanto dal ruolo ricoperto in Dior. Favier era diventata lei stessa un personaggio della scena parigina, riconoscibile per il suo gusto, per la sua ironia e per quella capacità di mescolare alta moda e vita quotidiana senza mai perdere naturalezza. Nel 2024 aveva raccontato il proprio universo nel libro “Mathilde à Paris”, realizzato con Frédérique Dedet e pubblicato da Flammarion, un omaggio alla capitale francese attraverso indirizzi, persone, passioni e luoghi del cuore. Il volume restituiva il ritratto di una Parigi intima e sofisticata, fatta di ristoranti, negozi, atelier, amicizie e incontri, lontana dalla semplice cartolina turistica.

Anche il suo rapporto con il mondo della moda era sempre stato caratterizzato da una forte componente umana. In una precedente intervista aveva spiegato di considerare il proprio mestiere soprattutto come la capacità di mettere le persone a proprio agio e creare connessioni, una filosofia che aveva contribuito a renderla una figura particolarmente apprezzata dagli addetti ai lavori. La sua influenza si estendeva inoltre al mondo dell’arte e del design, ambiti che amava e frequentava con la stessa curiosità e raffinatezza che caratterizzavano il suo lavoro. Negli ultimi anni Favier aveva continuato a essere protagonista della vita culturale e mondana parigina. Nel 2026 aveva persino portato una parte del proprio universo personale da Christie’s, con la vendita “Mathilde & Friends in Paris”, una selezione di abiti, gioielli e oggetti che raccontava il suo gusto e le sue passioni. Christie’s l’aveva descritta come una figura brillante della scena internazionale della moda e come una parigina profondamente legata all’eleganza, all’ironia e alla raffinatezza.
La notizia della sua morte arriva così come un colpo particolarmente doloroso per un ambiente nel quale Favier aveva rappresentato per anni un punto di riferimento. La sua storia personale aveva conosciuto anche momenti difficili: in passato aveva raccontato pubblicamente la propria esperienza con il cancro e il percorso affrontato durante le cure, spiegando quanto quella prova avesse modificato il suo modo di guardare alla vita e alle priorità. Accanto a lei, nella vita privata, c’era il produttore Nicolas Altmayer, con il quale aveva condiviso gli ultimi anni e che era stato suo compagno nella vita parigina e negli eventi della capitale. La scomparsa di Mathilde Favier segna dunque la fine di un percorso che ha attraversato alcuni dei luoghi più importanti della moda contemporanea, ma soprattutto quello di una donna che aveva saputo trasformare un lavoro fatto di relazioni, appuntamenti e mondanità in una vera forma di arte del rapporto umano. Il suo nome resterà legato a Dior, ai grandi red carpet e alle tante personalità che hanno incrociato il suo cammino, ma anche a quell’idea di Parigi elegante, curiosa e profondamente umana che Favier aveva fatto propria e raccontato al mondo.
18 agosto 2026 ( modifica il 18 agosto 2026 | 18:52)
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