di
Andrea Bonafede

Titolare di Tci, profittevole hedge fund, Hohn ha effettuato prestiti a quattro strutture celebri di Gruppo Statuto, tra i quali il Mandarin Oriental di Milano e il Six Senses sul Lago di Como

Il mercato italiano degli hotel sta vivendo una stagione di crescita, con gli operatori – tra grandi catene e investitori – che stanno aumentando la loro esposizione nelle grandi città e scoprendo altre mete pregiate della Penisola. L’interesse mostrato da Sir Christopher Hohn e dal suo profittevole hedge fund Tci (The Children’s Investment Fund) ne è un’ulteriore dimostrazione. Il miliardario britannico, secondo quanto riportato dal Financial Times, ha effettuato prestiti per un ammontare di 636 milioni di dollari su quattro strutture in località di lusso italiane: 392 milioni al Danieli di Venezia, 132 milioni all’Hotel Caesar Augustus sull’isola di Capri, 74 milioni al Six Senses sul Lago di Como e 38 milioni al Mandarin Oriental di Milano.

18 ago 2026

Lo scenario italiano

Se Milano e Venezia sono storicamente due delle quattro città (le altre sono Roma e Firenze) sulle quali si concentra la maggior parte degli investimenti, Capri e il Lago di Como sono due delle mete di lusso in maggiore crescita. Il turismo internazionale in Italia, compreso quello dalla fascia premium in su, è in costante crescita, come dimostrato dai recenti dati. E la scommessa di Tci, secondo il Ft, è che le tariffe continueranno a salire, attirando sempre di più turisti facoltosi in un contesto che necessita di investimenti per ammodernare le strutture e aumentare la qualità dei propri servizi, in linea con gli altri Paesi. 



















































Il portafoglio

Dei 77 miliardi del portafoglio di Hohn – che in passato ha investito, tra gli altri, in Alphabet e GE Aerospace -, una piccola fetta sarebbe dedicata al real estate. E, rileva il Financial Times, la maggior parte di questi investimenti riguarderebbe l’ospitalità italiana. Tci non erogherebbe direttamente i prestiti, ma acquisirebbe quote di finanziamenti originati da una società di private credit, guidata dall’investitore Martin Frass-Ehrfeld, che gestisce capitali di terzi. Tutti gli hotel su cui ha investito il fondo sono di proprietà del Gruppo Statuto.

18 ago 2026

Le strutture

L’investimento principale riguarda quello all’iconico Danieli di Venezia, hotel situato vicino a Piazza San Marco che dopo il passaggio della gestione alberghiera da Marriott a Four Seasons nel 2022 e lavori di ristrutturazione, ha riaperto come hotel cinque stelle di lusso. Four Seasons gestisce invece il Caesar Augustus Capri, nato come Villa Bitter e dimora a inizio Novecento del principe russo Emmanuel Bulhak che posizionò sulla terrazza la statua di Cesare Augusto, una delle strutture più lussuose dell’isola campana. Anche il Mandarin Oriental è tra gli hotel più noti di Milano, mentre il Six Senses sul Lago di Como sorgerà nel 2028 in seguito alla ristrutturazione dell’ex Grand Hotel Cadenabbia.

18 ago 2026

I numeri e l’interesse degli operatori internazionali

Il turismo si conferma così uno dei settori maggiormente capaci di attrarre investimenti dall’estero. Secondo una recente indagine di JLL Italia, quasi l’80% degli investitori — tra istituzionali, private equity e family office — prevede di aumentare la propria esposizione agli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi e il 75% di essi sono net buyer, ovvero puntano più ad acquisire che a vendere. E gli operatori con un’esposizione bassa all’Italia mostrano l’interesse più significativo nell’aumentare la propria quota in portafoglio di hotel. I capitali provengono principalmente dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente, ma nel nostro Paese si stanno affacciando anche investitori europei, come quelli spagnoli e francesi, e soprattutto asiatici e sudamericani.

Chris Hohn, chi è il miliardario inglese che scommette sugli hotel di lusso in Italia: dal Danieli al Mandarin  investimenti per 636 milioni

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18 agosto 2026 ( modifica il 18 agosto 2026 | 16:03)