Per la Honda il GP d’Olanda rappresenta un passaggio cruciale della stagione 2026. L’Aston Martin in Ungheria ha fatto debuttare la AMR26 spec B, mostrando un indiscutibile salto di qualità tecnico dal punto di vista telaistico ed aerodinamico. Ora tocca alla Casa giapponese dare un chiaro segno di svolta con la power unit.
A Sakura hanno lavorato sodo per beneficiare degli sviluppi che la FIA ha concesso grazie all’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities): la Federazione Internazionale ha concesso alla Honda un budget extra per lo sviluppo (fino a 11 milioni di euro complessivi tra l’anno in corso e il successivo) e 230 ore aggiuntive di test al banco di prova. I nipponici, quindi, hanno deciso di utilizzare due ticket di sviluppo sul motore RA626H che si vedrà a Zandvoort.
Shintaro Orihara, Honda
Foto di: EYE4images / NurPhoto via Getty Images
Shintaro Orihara, responsabile HRC per la F1 è chiaro: “Il Gran Premio d’Olanda rappresenta una tappa fondamentale per la Honda, in quanto è qui che presentiamo la nostra nuova power unit. Questo è il risultato di un intenso periodo di lavoro svolto da HRC Sakura insieme a HRC UK e all’Aston Martin”.
Il giapponese è consapevole che non si tratta di un debutto facile…
“A Zandvoort si correrà in un weekend Sprint, il che significa che avremo a disposizione una sola sessione di prove libere. Questa sarà un’ulteriore sfida per completare la valutazione del nostro nuovo pacchetto in così poco tempo, ma è un test che non vediamo l’ora di affrontare. In Ungheria abbiamo visto un passo avanti con il nuovo telaio. Con il motore non vediamo l’ora di consolidare questi progressi insieme al team per il resto della stagione”.
La Honda ha iniziato la stagione in modo disastroso perché la power unit, afflitta da gravi problemi di vibrazioni, era carente sia in prestazione che in affidabilità. Ora c’è l’ottimismo di chi vuole risalire la china, nella consapevolezza che il cammino sarà ancora molto lungo e difficile.
Jak Crawford, Aston Martin AMR26, nel filming day di Budapest con il nuovo motore Honda
Foto di: Aston Martin
L’unità in realtà ha già fatto la sua prima uscita in pista: il secondo giorno di test Pirelli a Budapest svolti subito dopo il GP d’Ungheria, mentre Alpine e Audi proseguivano il lavoro sulle gomme 2027, l’Aston Martin ha sfruttato il mercoledì per effettuare un filming day. I 200 chilometri condotti dal collaudatore Jak Crawford con la AMR26 spec B sono stati utili a raccogliere i dati sulla nuova power unit, più che a fare delle riprese commerciali.
Il collaudo, quindi, è stato molto funzionale al debutto ufficiale in Olanda: pare che i numeri emersi in terra magiara siano stati inferiori alle attese, ma il passo avanti è indiscutibile. La speranza era di ricavare una trentina di cavalli, mentre il risultato è decisamente sotto, ma considerando qual era il gap da Mercedes M17 E Performance e Red Bull Ford DM01 c’è la consapevolezza di aver iniziato una fase di risalita che dovrà essere confermata a Zandvoort.
La pazienza di Lawrence Stroll, il titolare che ha investito molto nel progetto Aston Martin, non è infinita e la Honda, partner esclusivo, deve dare un segno concreto del cambio di direzione: l’obiettivo è di riuscire a muovere la classifica del mondiale Costruttori conquistando qualcosa in più del misero punto raccolto miracolosamente da Fernando Alonso nel GP di Monaco.
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