di
Dimitri Canello

Belluno, l’incidente sul Monte Agner a Voltago Agordino: la donna viveva a Limena. Da capire come mai abbia perso improvvisamente l’equilibrio

Ancora una morte in montagna, nei giorni di massimo afflusso turistico di agosto. Una discesa dalla vetta del Monte Agner, nel Comune di Voltago Agordino (Belluno) si è trasformata in tragedia per Maria Cristina Dalla Libera. La sessantacinquenne residente a Limena, nel Padovano, ha perso la vita nel pomeriggio di martedì dopo essere precipitata lungo la via normale mentre stava rientrando dalla cima insieme al marito e a un’amica.

La dinamica di quanto successo

L’incidente è avvenuto attorno alle 16, quando i tre escursionisti stavano affrontando il percorso di ritorno. La donna procedeva davanti agli altri due quando, per cause che dovranno essere ricostruite, ha improvvisamente perso l’equilibrio ed è scivolata nel vuoto. Marito e amica hanno assistito impotenti alla caduta: Maria Cristina Dalla Libera è rotolata lungo un ripido canale roccioso, scomparendo alla loro vista. È stata proprio l’amica, subito dopo l’incidente, a dare l’allarme al 118, facendo scattare la macchina dei soccorsi. Le condizioni meteorologiche hanno inizialmente complicato l’intervento: una fitta nebbia avvolgeva infatti la zona e impediva all’elicottero di raggiungere immediatamente il luogo della tragedia. Non appena la visibilità lo ha consentito, Falco 2 è riuscito a risalire verso il Monte Agner. A circa 2.480 metri di quota l’equipaggio ha individuato il marito della vittima, che nel frattempo era riuscito a raggiungere la donna, una ottantina di metri più in basso rispetto al punto della caduta. La situazione è apparsa subito disperata. 



















































Nulla da fare

La 65enne è stata recuperata dall’eliambulanza e trasportata al Rifugio Scarpa, dove ad attenderla c’erano il medico e l’infermiera dell’equipaggio. Per la donna, però, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’era più nulla da fare. Il marito e l’amica sono stati recuperati con il verricello, lungo 40 metri, e trasferiti in stato di choc al Rifugio Scarpa: «Esprimo le mie più sincere condoglianze alla famiglia – ha detto in serata il sindaco di Limena Stefano Tonazzo – mi metterò in contatto con loro per capire come posso aiutarli». 

Altri incidenti

Altri due incidenti hanno coinvolto due minori. Verso le 12.20 la Centrale del 118 è stata attivata per un dodicenne ruzzolato una quindicina di metri sotto il sentiero, a causa di un masso instabile che poi lo aveva anche travolto. Il ragazzo stava camminando assieme ai genitori e alla sorellina più piccola lungo il sentiero 152, che sale dal Rifugio Berti verso Forcella dei Camosci, nel Gruppo del Popera, quando era caduto, riportando probabili contusioni e un trauma al volto. Poiché sul posto non c’era copertura, la madre era corsa fino al Rifugio Berti per dare l’allarme e il gestore, componente del Soccorso alpino, aveva raggiunto il giovane infortunato, mentre sopraggiungeva l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore L’eliambulanza è quindi volata all’ospedale di Treviso, il papà e la bimba sono rientrati a piedi assieme al gestore del Rifugio. Nel pomeriggio l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sulla pista di downhill di Son dei Prade, poiché un piccolo ciclista che la stava percorrendo con gli amici era caduto sbattendo la testa. Il bambino di 10 anni è stato preso in carico dall’equipe medica e dal tecnico di elisoccorso atterrati nelle vicinanze. Caricato in barella e trasferito sull’eliambulanza, il bimbo è stato portato all’ospedale di Belluno. Nessuno dei due è in gravi condizioni


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18 agosto 2026 ( modifica il 18 agosto 2026 | 20:58)