di
Aldo Tani

Lo scontro con un contradaiolo all’arrivo, la corsa in ospedale per un trauma cranico. Non è in pericolo anche il cavallo sta bene

 Un altro cappotto per Giovanni Atzeni, che vince il tredicesimo Palio ed eguaglia Trecciolino. Soprattutto riesce nell’impresa di togliere la cuffia a due contrade nello stesso anno: nessuno ci era mia riuscito prima

A luglio l’Aquila, adesso il Nicchio, che non vinceva dal 16 agosto 1998



















































A guidarlo oggi come allora c’è capitan Fabio Giustarini. Lo stesso che nel 2003 fece esordire il fantino sardo-tedesco, affibbiandogli il soprannome di Tittia. 

Lo scontro e la caduta

Una chiusura del cerchio quasi perfetta, se non fosse che Atzeni, dopo l’arrivo trionfale, si è scontrato con alcuni contradaioli che correvano ad abbracciarlo.

L’impatto ne ha causato la caduta da Anda e Bola, il cavallo portato alla vittoria. Un impatto secco sul tufo, senza alcun successivo segno di movimento. Subito sono intervenuti i sanitari che lo hanno portato via in barella. Caricato sull’ambulanza in Fontebranda, è stato portato alle Scotte. A lui, si apprende dall’ospedale, è stato diagnosticato un trauma cranico che non è ritenuto grave ma neppure lieve abbastanza da dimettere subito il paziente: i medici infatti hanno deciso di tenere ricoverato Tittia in pronto soccorso almeno per la nottata, una misura precauzionale perché possa restare sotto osservazione.

La mossa infinita

Stonatura finale in un pomeriggio comunque non semplice, con la mossa durata oltre un’ora e una corsa andata in scena quasi a buio. Il mossiere Renato Bircolotti ha avuto il suo bel da fare per tenere il polso della situazione. 

L’Oca dal nono posto ha cercato di ostacolare più volte la Torre, subendo due richiami. Tittia dal canto suo, ha provato a forza la partenza, cercando di ripetere quanto fatto a luglio, ma l’Aquila, che era di rincorsa, non l’ha seguito. Ci sono voluti due richiami all’Oca e uno all’Istrice per provare a ristabilire la calma. La Lupa al primo posto, e con il fenomeno Diodoro come cavallo, sembrava l’avversario più insidioso.

La vittoria del Nicchio

Quando però Tittia ha dato il segnale del via, con l’Aquila che questa volta si è fatta trovare pronta, Dino Pes non è riuscito a metterlo in moto. Così il Nicchio ha preso la testa, tallonato da Selva, Istrice e Torre. Atzeni nel tentativo di allungare sui rivali, ha sbagliato il primo Casato, battendo sui palchi, ma è rimasto a cavallo. La Torre, con Gingillo e Don Rodrigo, ha provato a rimontare ma è stato frenato prima dall’Istrice e poi dalla Selva. Tittia a quel punto ha amministrato le traiettorie, conducendo Anda e Bola senza mai forzare la mano. Dietro la Selva gli ha guardato le spalle, permettendo alla contrada dei Pispini di interrompere un lungo digiuno.

Atzeni, se possibile, entra ancora più nella storia. Nell’ultimo Palio rimandato di due giorni ad agosto, aveva vinto Aceto. Ora il re della Piazza è distanza solo una lunghezza. Uomo avvisato, mezzo salvato. 


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19 agosto 2026 ( modifica il 19 agosto 2026 | 07:31)