di
Francesco Bertolino
Il valore di Borsa dell’azienda passa da 9 a 66 miliardi di dollari grazie alla spinta dei piccoli investitori. Ma servirà tempo prima che le macchine dell’azienda arrivino nelle fabbriche e nelle case. Il nodo geopolitico
Dopo l’intelligenza artificiale, la nuova «moda« di Borsa è l’incorporazione fisica dell’AI: i robot umanoidi. Il produttore cinese Unitree Robotics, noto per le esibizioni acrobatiche delle sue macchine dalle sembianze umane e canine, ha debuttato martedì 19 agosto alla Borsa di Shanghai con una capitalizzazione iniziale di circa 9 miliardi di dollari. Al termine della seduta, il valore della società con sede a Hangzhou è arrivato a toccare i 66 miliardi, registrando un rialzo da record del 629%.
La spinta del retail
Dietro al boom c’è soprattutto la spinta dei piccoli investitori. La quotazione di Unitree è stata tutto sommato modesta nell’entità economica: l’azienda ha raccolto 904 milioni di dollari, riservando una piccola parte dell’offerta al retail. Che, però, ha risposto in massa tanto: la domanda di azioni da parte dei piccoli investitori ha superato di oltre 5.000 volte la quantità messa a disposizione da Unitree su indicazione delle autorità cinesi (preoccupate che la bolla possa scoppiare nel portafoglio dei risparmiatori, con conseguente malcontento).
I numeri
L’euforia finanziaria per Unitree ha spiegazioni tecniche e industriali. Da un lato, il gruppo cinese è uno dei pochi gruppi ad aver superato la fase della sperimentazione in laboratorio, avviando le vendite dei suoi robot. Nel prospetto, l’azienda afferma di averne consegnati oltre cinquemila nel 2025, registrando 180 milioni di dollari di ricavi e circa 30 milioni di utile. D’altro lato, Unitree è uno dei rari produttori di robot umanoidi quotati e le sue azioni sono quindi un modo per i piccoli investitori (che hanno poco accesso al mercato del venture capital) di esporsi a un’innovazione che promette di essere dirompente.
Le promesse
I robot umanoidi promettono infatti di risolvere il problema del declino demografico che rischia nei prossimi decenni di ridurre drasticamente la popolazione in età da lavoro in molti Paesi, a cominciare dalla Cina. Se adeguatamente addestrate, poi, queste macchine potrebbero non solo nelle fabbriche ma anche negli ospedali e nelle case per svolgere compiti di assistenza e, perché no, di cura. Non a caso, sul loro sviluppo sono al lavoro alcune delle principali aziende al mondo, fra cui Tesla e Hyundai, e diverse promettenti startup, fra cui la tedesca Neura (partecipata da Tether) e le italiane Generative Bionics (sempre Tether) e Oversonic Robotics (che ha Stmicroelectronics fra i suoi azionisti).
I dubbi
Nonostante i nomi e i denari in campo, tuttavia, molti esperti suggeriscono cautela. L’invasione dei robot umanoidi potrebbe essere ancora di là da venire – se ma ci sarà. A dispetto dell’impressione generata dagli show cinesi, frutto di una precedente programmazione, sono ancora molte le sfide da superare prima che queste macchine possano muoversi in scenari reali, interagendo con le persone e prendendo decisioni in tempo reale. La manualità, per esempio, è ancora un attributo esclusivamente umano. L’equilibrio di macchine che pesano oltre 100 chili è tutto da dimostrare. Mentre ChatGpt, Claude e gli altri modelli di Ai generativa hanno potuto imparare da una mole di dati infinita, pubblica e gratuita — internet — le informazioni per addestrare i robot industriali intelligenti non sono disponibili pubblicamente e in misura infinita, ma sono spesso segreti industriali ben custoditi dalle aziende manifatturiere.
Il nodo geopolitico
C’è poi una questione specifica che riguarda Unitree e le altre aziende cinesi. Attualmente, Unitree afferma che le esportazioni valgono circa il 40% delle sue vendite, ma per quanto ancora rimarranno aperti questi mercati di sbocco? Se l’Ai cinese è già motivo di allarme negli Stati Uniti e in Europa, è probabile che la sua personificazione in macchine pesanti e attive nel mondo «reale» sia considerata ancora più pericolosa per la sicurezza nazionale. A luglio, non a caso, le autorità americane hanno vietato le importazioni di robot umanoidi negli Usa.
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19 agosto 2026 ( modifica il 19 agosto 2026 | 08:35)
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