di
Serena Palumbo

Si chiama OnlyMarms e, naturalmente, non ha nulla a che vedere con i contenuti per adulti per cui la piattaforma è conosciuta

Le marmotte hanno trovato un modo insolito per finanziare la ricerca scientifica: aprire un profilo su OnlyFans. Si chiama OnlyMarms e, naturalmente, non ha nulla a che vedere con i contenuti per adulti per cui la piattaforma è conosciuta. Le protagoniste sono le marmotte dal ventre giallo – Marmota flaviventris – delle Montagne Rocciose del Nord America. Fotografate e filmate mentre mangiano, scavano, si rincorrono, sorvegliano la tana o si azzuffano con gli altri membri della colonia. A proporre l’esperimento sono i ricercatori della University of California, Los Angeles, impegnati in uno degli studi più longevi mai condotti su una popolazione di mammiferi selvatici.

L’idea, apparentemente bizzarra, nasce da una necessità pratica: trovare risorse per continuare a fare ricerca. Dal 1962, nei dintorni di Gothic, in Colorado, gli studiosi del Rocky Mountain Biological Laboratory seguono anno dopo anno le stesse colonie. Una continuità che, ancora più della quantità di dati raccolti, rende prezioso questo lavoro. Le marmotte vengono catturate, misurate e contrassegnate, così da poter essere riconosciute negli anni. I ricercatori ne ricostruiscono la storia: chi nasce, chi si riproduce, chi lascia la colonia, chi sopravvive all’inverno e chi scompare. Un gigantesco archivio che consente di osservare nel lungo periodo gli effetti delle temperature, della disponibilità di cibo e delle dinamiche sociali.



















































Ed ecco che, seguendo gli stessi animali per decenni, gli scienziati hanno potuto documentare, tra l’altro, i cambiamenti nella crescita, gli effetti delle condizioni vissute nei primi mesi di vita e l’anticipo dell’uscita dal letargo. La ricerca ha fornito indicazioni anche sul rapporto tra il lungo sonno invernale e i processi di invecchiamento. Ogni primavera, dunque, il ritorno degli studiosi sulle montagne è anche un confronto con ciò che è cambiato: negli animali e nell’ambiente che li circonda. Una prospettiva particolarmente importante mentre il clima modifica il grado di calore e la disponibilità di risorse.

Da qui OnlyMarms. La trovata nasce quasi per gioco durante le lunghe ore trascorse sul campo ad aspettare che una marmotta uscisse dalla tana o si avvicinasse abbastanza per essere osservata. Ma dietro la scelta inusuale c’è una trasformazione più profonda, del modo in cui la ricerca deve oggi comunicare se stessa e sopravvivere. Non è più sufficiente produrre conoscenza: occorre anche riuscire a catturare l’attenzione di un pubblico abituato a un flusso continuo di immagini e video. E, soprattutto, resistere ai tagli, come quelli apportati dall’amministrazione Trump. Per i quali la National Science Foundation (Nsf), una delle principali agenzie federali statunitensi per il finanziamento della ricerca, ha respinto tre volte la richiesta di sostegno presentata dal laboratorio.

Da qui la raccolta fondi a colpi di foto e video, che si basa sulle donazioni degli utenti, alle quali va sottratto circa il 20 percento da destinare alla piattaforma. Soldi che da soli non possono di certo bastare a mettere al sicuro il futuro del progetto, ma che contribuiscono alle spese quotidiane, all’acquisto di materiali e alle attività sul campo. E così, in un’era in cui gli animali conquistano popolarità digitale quando sono capaci di diventare immagini, meme o personaggi, le marmotte provano a giocare la propria partita. Non per diventare famose, ma per continuare a essere studiate.

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18 agosto 2026