di
Paula Jesus
In auto, camper, treno… alla Festa di Radio Onda d’Urto arrivano giovani da tutti i paesi d’Europa
«È una festa inclusiva, mette insieme un pensiero che connette tutti. Ci sono le bancarelle, si può mangiare ovunque. In Olanda, alle nove, chiude tutto». Ferens è arrivato dai Paesi Bassi per la Festa di Radio Onda d’Urto. Balbettando, cerca le parole in italiano, poi si volta verso Massimo, l’amico bresciano che traduce dal neerlandese. Tra una lingua e l’altra, il senso resta intatto: qui si viene per la musica, ma si rimane per tutto ciò che le cresce intorno. È questo che colpisce Ferens. Non soltanto la possibilità di mangiare dopo le nove, ma una socialità che continua quando altrove la giornata è già finita.
Nella fila il cibo c’è un gruppo arrivato da Bari. Anche tra loro un ragazzo bresciano ha fatto da traino. Il passaparola funziona meglio di qualsiasi algoritmo. Dormono a casa di un amico che vive in centro; i due baresi sono arrivati in automobile e prevedono di spendere circa 150 euro per due giorni. «Purtroppo non facciamo in tempo a visitare la città». Di Brescia vedranno soltanto la Festa. Molti arrivano con pochi programmi e pochi soldi. Via Serenissima offre qualcosa che nelle città italiane è diventato raro: la possibilità di restare a lungo nello stesso luogo senza dover consumare di continuo o cambiare locale per giustificare la propria presenza.
C’è chi segue un gruppo musicale e chi raggiunge amici conosciuti durante un viaggio, in un collettivo o in un’altra manifestazione. Approfittando dell’estate, alla Festa tornano anche i bresciani che non abitano più in città. Matteo ha 26 anni e vive a Cremona con Marta, 21, e il loro bambino di quattro anni. Per lei è la prima volta. «Mi hanno consigliato di mettere le Dr. Martens», racconta con un sorriso timido. Matteo, invece, torna ogni anno. Ne approfitta per rivedere la famiglia e lasciare che il figlio trascorra un po’ di tempo con i nonni bresciani.
«La salamina, il formaggio fuso e la musica sono la Brescia che mi manca», dice. Il volume alto non sembra preoccupare il bambino. «Voglio che si abitui fin da piccolo. Preferirei accompagnarlo ai concerti, un giorno, piuttosto che portarlo e andarlo a riprendere in discoteca».
Ad agosto, quando le città italiane sembrano organizzate soprattutto per chi parte — o per chi può permettersi di farlo — via Serenissima prende la direzione opposta. Qui i giovani arrivano da tutta Italia, portando accenti, targhe e vite diverse nella periferia est di Brescia. Chi viene da lontano si presenta presto. Alcuni viaggiano in camper e dormono nei parcheggi intorno all’area. Un gruppo di ragazzi francesi è partito da Lione. «Sono circa seicento chilometri. Non cerchiamo grandi comodità, ma un po’ di tempo per stare insieme. Per noi la musica è cibo. Corriamo sempre: la Festa cade nel mezzo delle nostre vacanze ed è un buon pretesto per muoverci».
Le distanze percorse raccontano una fame di spazi comuni che va oltre il richiamo dei singoli artisti. La manifestazione dura diciotto sere, ma per chi arriva da lontano comincia prima: nella scelta del treno, nell’automobile condivisa, nei messaggi scambiati per organizzare il viaggio.
La Festa sostiene Radio Onda d’Urto, emittente antagonista attiva dal 1985 senza pubblicità. È un modello lontano dai grandi festival consegnati agli sponsor, dove il pubblico entra soprattutto come consumatore e viene misurato attraverso il prezzo del biglietto o il credito rimasto su un braccialetto elettronico.
Anche per questo continua ad attirare ragazzi nati molto dopo la radio. Non cercano la nostalgia delle vecchie feste politiche. Cercano uno spazio presente, capace di tenere insieme musica, conflitto e leggerezza. In un tempo in cui molte relazioni passano attraverso uno schermo, partire da un’altra città per ritrovarsi fisicamente nello stesso luogo è già una scelta.
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18 agosto 2026
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