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Da mercoledì 12 agosto, su Prime Video, sono disponibili in streaming i primi tre episodi su otto (gli altri usciranno singolarmente fino al 16 settembre, quando uscirà lo spin-off Neagley) di Reacher 4, quarta stagione della serie action che Nick Santora ha creato basandosi sui romanzi di Lee Child e sul suo protagonista, interpretato da Alan Ritchson.
In particolare, Reacher 4 adatta “I dodici segni” (“Gone Tomorrow” il titolo originale), tredicesimo romanzo su Reacher uscito nel 2009.
Qui a Today amiamo Reacher, inteso come serie e come personaggio, fin dalla prima stagione, quando siamo diventati grandi fan di questo riuscito mix tra Bud Spencer e Sherlock Holmes.
Stagione dopo stagione, Jack Reacher (ma per tutti solo Reacher) è diventato una presenza familiare, per quanto fittizia: quante volte abbiamo pensato a come sarebbe bello avere un amico o un fratello come lui, pronto a difendere verità e giustizia a cazzotti e deduzioni…
Questa quarta stagione, che esce poco prima di Ferragosto e ci accompagnerà fino al rientro a lavoro, arriva come una coccola estiva, gradita come un tuffo in mare o al limite come un condizionatore in ufficio. E allora entriamo nel vivo di questa recensione con la sintesi senza spoiler della trama di Reacher 4.
Di cosa parla Reacher 4
A differenza che nel libro da cui è tratta, questa stagione si svolge a Philadelphia e non a New York. Cambiano anche i nomi dei personaggi che gravitano (considerata la mole) intorno al nostro Reacher, e altri riferimenti geopolitici, ma la premessa che spinge l’ex comandante della 110ª Unità Investigativa Speciale della Polizia Militare a entrare in azione è la medesima.
Reacher sale su un treno della metropolitana, nota una donna il cui comportamento lo insospettisce: ha infatti tutti i “dodici segni” (da cui il titolo in italiano del romanzo) delle persone in procinto di compiere un atto terroristico. Reacher prova a intervenire ma, come si capisce dal trailer che riportiamo qui sotto, la donna tira fuori una pistola e si suicida.
Il gesto estremo di quella donna, ancorché sconosciuta, scatena nel nostro eroe un senso di colpa che lo spinge a entrare in azione per capire cosa l’abbia spinta a tanto. E l’intervento degli agenti federali nell’indagine lo convince che quel suicidio nasconde un mistero che lui deve risolvere a ogni costo.
In breve, Reacher scopre che quella donna aveva scoperto un segreto estremamente importante, a cui sono interessati non solo i federali, ma anche assassini senza scrupoli, un candidato alla presidenza degli Stati Uniti (la cui moglie è interpretata da Kathleen Robertson, l’indimenticata Claire di Beverly Hills 90210) e due donne giunte dall’Indonesia, tra cui un personaggio interpretato dalla celebre (per i millennial soprattutto) cantante Anggun, nota per la canzone Snow on the Sahara.
Come al solito, quindi, Reacher dovrà fare ricorso a tutte le sue capacità intellettuali e fisiche per risolvere un caso pericoloso e complicato come solo a lui succedono sempre.
Colpi al cuore, in faccia e di genio: quanto è bella Reacher 4
Vedere il grande Reacher all’opera ci ricorda la famosa scena di Maurizio Mosca con il suo “aaah come gioca Del Piero” pronunciato rivolgendosi al campione juventino.
Perché è sempre un piacere vedere questo armadio umano di due metri e passa per cento e passa chili dispensare i suoi colpi: quelli di genio e quelli di forza. E, in questa stagione, anche quelli al cuore assestati attraverso una storia internazionale ma al contempo intimamente drammatica.
Da Reacher sai sempre cosa aspettarti: scene di lotta all’ultimo sangue, intuizioni brillanti, una scena di sesso e alla fine i cattivi hanno quello che si meritano mentre Reacher ne esce più forte ed esperto di prima.
Eppure, è impossibile negarsi il piacere di vederlo mentre rende giustizia senza perdere mai la calma. Anzi, siamo noi che ci agitiamo al solo pensiero che un giorno questa serie finirà. Ma per fortuna, quel giorno sembra ancora lontano.
Voto: 8
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