di
Claudio Del Frate
I resti sono venuti alla luce sul Trift, in Svizzera. Quelli di un altro escursionista italiano, disperso nel ’91ritrovati invece in Tirolo. La massa di ghiaccio è diminuita del 36% dal 2000 a oggi, secondo l’università di Norimberga
Su tutte le Alpi i ghiacciai accelerano il loro scioglimento e tra gli effetti collaterali di questo cambiamento climatico c’è anche questo: nel giro di poche ore e in punti distanti tra loro centinaia di chilometri sono stati rinvenuti ad alta quota i corpi di tre alpinisti di cui si erano perse le tracce negli anni ’90, oltre 30 anni fa. I due distinti episodi sono avvenuti rispettivamente sulle Alpi svizzere e su quelle austriache.
Il primo ritrovamento è avvenuto sul ghiacciaio del Trift, nel Canton Vallese: l’avvistamento risale al 26 bluglio scorso, i resti sono stati portati all’istituto di medicina legale di Sion e qui sono stati identificati con i corpi di due escursionisti belgi di cui si erano perse le tracce nel 1992. Le vittime, all’epoca avevano rispettivamente 39 e 41 anni. «Un confronto diretto dei profili del Dna ha formalmente stabilito che si tratta di due alpinisti scomparsi nella regione delle Weissmies», si legge nel comunicato. La polizia del Vallese tiene un elenco di persone scomparse che risale al 1925, principalmente in alta montagna e lungo i fiumi. I cambiamenti climatici hanno accelerato lo scioglimento dei ghiacciai, con il conseguente
rilascio dei corpi degli alpinisti che vi erano rimasti intrappolati per
anni, spesso decenni. L’anno scorso, le ossa di un alpinista svizzero
scomparso nel 1994 sono state ritrovate su un ghiacciaio dell’Ober
Gabelhorn, sempre nel Vallese.
Sul versante austriaco delle Alpi tirolesi sono venute invece alla luce le ossa di un exscursionista italiano la cui scopasrsa era stata denunciata nel 1991. Anche in questo caso l’identificazione ha richiesto un lavoro molto lungo. I resti individuati il 21 giugno lungo un ghiaione del «Vorderen Brandjochspitze», sulla catena della Nordkette, sono stati portati all’ospedale Innsbruck. L’esame genetico ha stabilito che appartengono a un altoatesino che nel ’91 aveva 22 anni. Già all’epoca le ricerche si erano concentrate nell’area della Nordkette a seguito della denuncia di scomparsa, senza però dare alcun esito.
I ghiacciai delle Alpi hanno dimezzato il loro volume rispetto al 1850: un arretramento inesorabile ma che ha conosciuto una accelerazione a partire dal 2000: in 14 anni sono scoparsi 22 chilometri cubi di ghiaccio, secondo uno studio dell’università di Norimberga, pari al 36% del loro volume totale. La loro fusione è particolarmente accentuata in Svizzera. Se il cambiamento climatico continuerà a procedere di questo passo, tra 100 anni in Svizzera rimarranno soltanto delle piccole tracce dei ghiacciai, affermano gli scienziati.
19 agosto 2026 ( modifica il 19 agosto 2026 | 14:46)
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