Il giocatore del Cagliari è lucido. Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva dell’ospedale SS. Annunziata di Sassari: “Mi ha corretto perché non riuscivo a pronunciare il suo nome proprio”. Il presidente Giulini: “Fortunatamente l’ambulanza è arrivata in pochissimi minuti”
Francesco Aresu
19 agosto 2026 (modifica alle 19:33) – CAGLIARI
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La notizia è arrivata nella serata di ieri, martedì 18 agosto, ma le nuove rassicurazioni fanno ulteriormente tirare un sospiro di sollievo a tutto l’ambiente Cagliari. Yael Trepy è fuori pericolo, respira da solo senza ossigeno, ha iniziato a bere e mangiare e conferma “di non avere deficit neurologici evidenti, ma ha bisogno di essere sotto osservazione. I tempi rapidi nel soccorso sono stati decisivi. Cosa ha detto al risveglio? Mi ha corretto perché non riuscivo a pronunciare il suo nome proprio”. Lo ha dichiarato Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva emergenza urgenza dell’ospedale SS. Annunziata di Sassari, dove il calciatore del Cagliari si trova ancora ricoverato, durante la conferenza stampa che si è tenuta nella serata di oggi, mercoledì 19 agosto, per fornire gli ultimi aggiornamenti sulle sue condizioni. Presente anche il numero uno del club rossoblù Tommaso Giulini: “Ho saputo che è stato raggiunto l’ospedale in tempi rapidi. Ringrazio tutti coloro che hanno aiutato”. La conferenza è stata aperta dalle parole di Serafinangelo Ponti, direttore generale dell’AOU di Sassari: “Siamo fortunatamente qui a parlare di una storia a lieto fine. Ho letto sulla stampa di oggi alcuni termini che vorrei un pochino correggere: penso sicuramente alla parola miracolo. Non è un miracolo, ma il frutto di buona sanità, di un lavoro egregio di tutto l’apparato della sanità sarda. A cominciare dall’Areus che ha soccorso e dato le prime cure a Yael Trepy”.
la dinamica—
Dalla conferenza sono finalmente emersi i dettagli dell’accaduto: il calciatore si trovava a Baja Sardinia in compagnia di alcuni compagni di squadra, la cui identità però non è stata svelata dal patron rossoblù. “La mamma – ha aggiunto Giulini – mi ha riferito che Yael non si ricorda nulla di quanto accaduto. Pensava di aver avuto un incidente in auto. Rischiare di perderlo per un incidente così sciocco in piscina è stato qualcosa di pauroso”. La ricostruzione del pomeriggio di domenica 16 agosto è stata spiegata dallo stesso numero uno del club sardo: “Sappiamo che Yael si è addormentato al sole per due o tre ore col telefono sul petto, tanto che i due compagni che erano con lui lo hanno preso in giro per il segno del sole. Lui era nella parte più bassa della piscina ed è scivolato in quella dove non toccava. So che non sa nuotare, immaginiamo che sia intervenuto anche il panico complice anche l’insolazione. Lo hanno trovato a pancia in giù”. Una dinamica appurata anche dall’amministratore delegato del Cagliari Carlo Catte, “che era a conoscenza del fatto che la villa era stata affittata dai ragazzi, e che le cose erano andate in quel modo. Non c’erano assolutamente sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Yael”.
i soccorsi—
Dal racconto di Giulini emergono ulteriori dettagli sui primi soccorsi: “Una ragazza presente nella villa ha dato subito l’allarme, con un compagno e un ex compagno che si sono buttati in piscina per salvarlo. Lui rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza, i soccorsi tempestivi sono stati fondamentali per togliere tantissima acqua dai polmoni e per ossigenarlo intubandolo sul posto”. La dott.ssa Milia ha poi fornito il quadro sull’evoluzione dei soccorsi: “L’intervento di Areus in pochi minuti è stato decisivo, la vicinanza della base di Olbia ha permesso di soccorrere in fretta Trepy. L’équipe di soccorso ha provveduto all’intubazione, il quadro era sicuramente critico per una grave situazione respiratoria a causa della copiosa presenza di acqua. Non abbiamo rilevata alcuna altra sostanza, questo va ribadito”. Il progressivo miglioramento delle sue condizioni ha poi fatto il resto. “Abbiamo potuto svegliarlo – ha detto ancora la direttrice del reparto di Terapia intensiva – e rilevare assenza di criticità neurologiche: il ragazzo respira bene, per ora va monitorato e progressivamente potremo costruire un percorso che gradualmente lo porterà fuori dalla terapia intensiva. Un lavoro di équipe fondamentale, siamo molto soddisfatti dell’evoluzione clinica del paziente, di come tutti abbiano lavorato al meglio dal bordo di quella piscina a oggi”.
futuro—
Quale sarà ora il decorso per il giovane attaccante del Cagliari? Nel giro di breve tempo passerà dalla terapia intensiva a un reparto più idoneo alle sue condizioni: “Vedremo domattina, se tutto va bene non penso a una degenza troppo lunga, vedrà poi il dottor Pinna Parpaglia (direttore del reparto di Medicina e Urgenza, ndre). Quello che poi decideranno medici sportivi e altri non compete ovviamente a noi, ma ci sarà tempo”, ha chiosato Milia. Sul fronte familiare e affettivo, invece, per Trepy è il tempo di godersi l’abbraccio di parenti e amici, tutti sollevati dopo lo scampato pericolo. “In questo momento Yael è con mister Pisacane, Muzzi e il direttore sportivo Accardi”, ha aggiunto ancora Giulini. “Era importante che Yael vedesse prima di tutto Pisacane e Muzzi perché in questi anni lo hanno cresciuto sotto tutti i punti di vista. Erano molto scossi, davvero, quasi quanto la mamma con cui sono sempre stato in contatto. Spero di vederlo tra un po se sarà possibile. Ringrazio tutto il personale sanitario e la direzione per la grande riservatezza che non era scontata con un calciatore di Serie A e con il clamore che questi casi portano”.
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