Sono partiti per realizzare un sogno maturato per due anni e mezzo, ma non tutto è andato come previsto. Il 12 agosto, un gruppo di astrofisici coordinati dall’Osservatorio di Torino è in Spagna per testare un nuovo, rivoluzionario strumento per fotografare l’eclissi. Ma sulla strada del rientro, la brutta sorpresa: qualcuno ha svaligiato il furgone su cui viaggiavano, derubandoli di gran parte delle attrezzature. Oggetti dal valore di quasi 50.000 euro.
LA STORIA
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19 Agosto 2026
Federico Landini e il progetto Ciss
La sera dell’eclissi, gran parte dell’Europa è con il naso all’insù. Ma per qualcuno il significato di quel fenomeno va oltre: una sfida, l’ambizione di una vita. Quel qualcuno è Federico Landini, ricercatore e scienziato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica all’Osservatorio di Torino. Negli ultimi anni è stato alla guida del progetto Ciss (Circular Slit Spectrometer), uno spettrometro solare sviluppato per la scomposizione della luce della corona del Sole. «Funziona come una fotocamera – commenta Landini – scatta una sola foto istantanea e cattura subito tutti i colori e i dettagli. È un progetto mai esistito prima».
Il test del Ciss all’Osservatorio di Javalambre
Il 12 agosto è il momento. Qualche giorno prima dell’evento, gli scienziati noleggiano un furgone, caricano tutta la preziosa attrezzatura, e il prototipo. Poi partono. Direzione: Osservatorio Astrofisico di Javalambre. Il test si svolge durante i pochi istanti di buio. «Due anni e mezzo di lavoro per qualche minuto di eclissi totale – racconta Landini -. Lo spettrometro ha funzionato come previsto. È riuscito tutto alla perfezione, e non succede quasi mai».
Furgone svaligiato a Perpignan durante il ritorno
Poi il rientro: gli astrofisici non vedono l’ora di mettersi al lavoro con quegli incredibili, agognati dati. Fatta tappa nel Sud della Francia, a Perpignan, alloggiano in un hotel di passaggio, ma nel parcheggio dell’albergo non c’è posto per il furgone. Lo lasciano lungo il viale, giusto il tempo di una doccia e un po’ di riposo. Poche ore che bastano ai rapinatori per portare a termine il loro colpo. «La mattina dopo il furgone era completamente svaligiato – dice l’astrofisico, senza nascondere l’amarezza – Fortunatamente, non sono riusciti a portare via la cassa metallica contenente il corpo principale del Ciss. Ma hanno preso la strumentazione di supporto e il materiale ottico di enorme valore scientifico ed economico».
Le attrezzature scientifiche rubate
«Siamo ripartiti sconsolati – spiega Landini – Ad ogni modo, si tratta di strumenti altamente specialistici, bisogna essere competenti per usarli. Non è roba che trovi al mercatino». La speranza, quindi, è che almeno parte del materiale possa essere trovato. Tra gli oggetti da rintracciare, una pregiata montatura 10micron GM2000 HPS II un telescopio solare completo di treppiede, un telescopio guida SharpGuide TKSG70, una camera ASI533MM PRO, sorgenti di luce Pen-Ray al mercurio e neon e un laser verde a 532 nm. «Nonostante tutto, i dati tracciati non li hanno potuti rubare – commenta l’astrofisico – è l’unica consolazione: sono il bene più prezioso». –