Reggio Emilia, 19 agosto 2026 – È morto Nello Olivetti, uno degli atleti più conosciuti del ciclismo reggiano degli anni Cinquanta.
Se n’è andato martedì all’età di 95 anni, accompagnato dall’amore della moglie Stefanina Iotti, dai figli Lidia, Gianni, Roberto e dai nipoti Alice e Daniele.
Nello era molto conosciuto in città, non solo per l’attività da corridore, ma anche per essere stato titolare, dopo aver concluso la carriera sportiva, di una bottega artigiana dedicata alle due ruote. Successivamente, insieme alla moglie, Olivetti gestì per molti anni il bar pasticceria della Ghiara, di fronte alla Prefettura.
Tornando all’attività sportiva, nel suo album dei ricordi ci sono almeno 100 vittorie collezionate durante la carriera che va dal 1948 al 1960 tra squadre giovanili, dilettanti e presenza nei professionisti come indipendente.
Passista veloce, in vista del traguardo gli antagonisti ne temevano spunto e agilità, sapeva leggere con arguzia le situazioni di gara.
“Quand’ero ragazzo – aveva raccontato Olivetti al ’Carlino’ – gli sport più popolari in città erano calcio, ciclismo, boxe e motociclismo. Abitavo al Casale e in concomitanza della sagra di Rivalta c’era una gara ciclistica. Mi sono presentato con una bici da donna che mi aveva prestato l’amico Fortunato Pecorari, quando facevo l’apprendista nella sua bottega di biciclette in via Emilia Santo Stefano. Da lì iniziò la mia avventura nel ciclismo”.

Olivetti (in basso) se n’è andato martedì all’età di 95 anni
Una carriera lunga
“Il primo tesseramento – raccontò Olivetti – con la Polisportiva Gramsci, che aveva sede in via Squadroni, poi con la Ciclistica Reggiana. E arrivarono le prime vittorie. Nel 1952 passai ai dilettanti in forza alla Libertas. Nel 1955 fui ingaggiato dalla Mirandolese, sempre nei dilettanti. Il ciclismo è fatica, ma ho avuto tante belle soddisfazioni”. Il 1956 per Nello fu un anno magico: 14 successi. Nel 1958 gareggiò nei professionisti sempre tesserato per la Mirandolese: vinse un paio di corse con i complimenti di Ercole Baldini (uno dei soli tre corridori nella storia a trionfare nello stesso arco di carriera l’oro olimpico, il campionato del mondo su strada e il Giro d’Italia).
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Olivetti chiuse con le gare nel 1960, per iniziare una seconda vita, sempre a contatto con il mondo del ciclismo: direttore sportivo della squadra giovanile Tricolore e titolare di una bottega di bici.
La prima sede fu in via del Guazzotoio, in seguito si spostò in via Sessi e in corso Garibaldi, dove negli anni ’70 gli subentrò il fratello Paride. “Facevo riparazioni e preparavo bici per le squadre della zona. I telai erano Colnago e Masi, le bici avevano il mio marchio”.
Poi il passaggio alla ristorazione: con la moglie gestì infatti per diversi anni il bar pasticceria della Ghiara, di fronte alla Prefettura.
I funerali si svolgono giovedì alle 17 nella Casa Funeraria Reverberi di via Terezin 21.
