Bologna, 20 agosto 2026 – Auguri Mita Medici! Spegne incredibilmente le sue prime 76 candeline (nata a Roma il 20 agosto 1950) ma – sotto una cascata di capelli neri – l’energia è la stessa di quando a 15 anni ballava lo shake al mitico Piper Club di Roma. Con lei c’erano anche Renato Fiacchini (non ancora Zero), le sorelle Bertè , una bionda chiamata Nicoletta Strambelli (poi, Patty Pravo). Da quel vivaio di giovanissime future star, la prima ad avere un posto al sole, fu proprio lei, Patrizia Vistarini (il suo vero nome) che divenne Mita Medici su suggerimento di Piero Gherardi, scenografo e costumista, un’autorità nel cinema tricolore di allora.

Mita Medici
Dalla fascia di Miss Teenager al cinema
Dopo aver trionfato a Miss Teenager, per Mita si aprirono subito le porte del cinema . Talento naturale e subbuglio metropolitano, Mita giovane star in film come “L’estate”, veniva celebrata per la sua spontaneità anche da Alberto Moravia che scrisse: Quella ragazza recita con una naturalezza imbarazzante”.
Il ricordo di Rimini
“Sono molto legata alla vostra terra. Da piccola, al mare con la mamma a Gabicce. Mentre uno dei miei primi film “Pronto, c’è una certa Giuliana per te” venne girato in gran parte a Rimini. Era una Rimini invernale, bellissima, con un fascino particolare, diverso da quello dell’estate che tutti conosciamo. Giravamo in un hotel in cui c’era una scuola alberghiera. Ricordo questi allievi che inavvertitamente ci passavano davanti con i piatti ricolmi di cibo e qualche pastasciutta che ci volava inavvertitamente addosso”.

Mita Medici
Gli anni della contestazione a Bologna
“Alla sera – aggiunge -, insieme alla mia segretaria di allora, fuggivamo a Bologna a ballare”– ricorda Mita. “Ecco un’altra città dove torno sempre. Nel 1969 , negli anni della contestazione giovanile, mi trovavo nel capoluogo emiliano per le riprese del film “Plagio” di Sergio Capogna. Un gruppo di studenti universitari fece irruzione sul set e interrompendo le riprese, mi rapì. Non ci fu nessun tipo di violenza, si trattava di una sorta di azione dimostrativa. Lì per lì, io lo presi come un gioco e non mi resi bene conto di ciò che stava accadendo”.
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Canzonissima al fianco di Baudo
“Figlia d’arte (il padre era l’attore Franco Silva, la madre fotomodella), Mita è sorella di Carla Vistarini, autrice e scrittrice. Una carriera brillante, iniziata prestissimo. In tv, il massimo della popolarità arrivò nel ’73 alla Canzonissima con Baudo. “Bellissimi ricordi con Pippo e con tutta quella squadra di lavoro. Ogni volta che ci penso, mi si rinnova un’emozione. Ricordo che c’era l’austerity. La mia sigla “Ruota libera” divenne una specie di inno”.

Il premio ricevuto a Ravenna
Il cinema, le fiction più popolari (“Un posto al sole”, “Un ciclone in famiglia”, “Don Matteo”), la musica, gli sceneggiati televisivi, l’operetta, ma soprattutto il teatro. Nel maggio scorso, proprio a Ravenna, Mita Medici ha ottenuto il “Premio Dante/ Simposio delle Arti”, presso la Sala Ragazzini del Centro Dantesco dei Frati. “Sono un’appassionata del poeta. Mi piacerebbe, in futuro, una “Divina Commedia” recitata da sole donne”- ha spiegato davanti al pubblico intervenuto”. Il teatro è il mio luogo naturale, non posso farne a meno. È il massimo della condivisione col mio pubblico”.
Il teatro è il mio luogo naturale, non posso farne a meno
Il teatro
E sulle tavole dei teatri italiani, ha regalato veramente se stessa, passando dai classici (Strindberg, Molière), alla contemporaneità di Camilleri, Alda Merini (“Una donna veramente eccezionale, anche dal punto di vista umano”). Il richiamo di nuovi percorsi artistici da intraprendere e la sua innata inquietudine negli anni Ottanta la portarono anche negli Stati Uniti dove studiò al “Lee Strasberg Theatre Institute”e all’Actors Studios, dove conobbe ” mostri sacri” dello star system americano, da De Niro ad Al Pacino e Dustin Hoffman.
Gli amori: da Califano a Panatta
“A gennaio torno a teatro con ‘Elena o della passione amorosa’, con la regia di Salvo Bitonti. Andremo anche a Parigi. Si tratta ormai di un ‘ must’. Sarebbe bello tornare anche in Emilia. Ricordo uno spettacolo nella bella Modena, qualche anno fa, si chiamava ‘Last Minute ‘accanto all’indimenticabile Sandra Milo”. E poi, il bellissimo percorso della signorina Vistarini, inutile nasconderlo, è stato lastricato anche dal gossip anni Settanta. I suoi amori con personaggi come Franco Califano e Adriano Panatta hanno alimentato giornali scandalistici per lungo tempo. “Franco era un poeta, un gentiluomo che mi prestava mille attenzioni. Ero giovanissima, lui molto più grande di me. Fu una storia d’amore bellissima. Fu Gianni Minà a presentarci. Può sembrare strano ma al primo incontro, con le mie amiche, lo trascinai a Milano a vedere il film “Pippo, Pluto e Paperino”. La relazione finì per una bugia che lui mi raccontò. Ma abbiamo continuato a volerci bene. Adriano? Eravamo ragazzini. Ho imparato a giocare a tennis da lui. Siamo rimasti amici”.