Il cinema penetra nel nostro immaginario in modi molto diversi. A volte lancia un capo di abbigliamento (la maglietta con la spalla scoperta di Flashdance), altre volte riesce a fare politica promuovendo una visione del mondo (la critica alla guerra in Vietnam di Apocalypse Now), o ancora sedimenta convinzioni sbagliate (gli squali come pericolo per l’uomo, un’idea nata con Lo squalo).

Un altro metro di misura dell’influenza del cinema sono le battute che ripetiamo come espressioni idiomatiche, modi di dire: escono dalle fottute pareti, hasta la vista baby, sei solo chiacchiere e distintivo, come se fosse antani. A volte queste frasi prendono vita propria, al punto che chi le utilizza non sa che sono state sentite per la prima volta da qualcuno al cinema.

L’American Film Institute (AFI), un’importante associazione americana che si occupa della promozione dei film, ha pubblicato una classifica delle frasi del cinema più grandi di sempre. Ha preso in considerazione solo il cinema nazionale, quello di Hollywood o comunque americano, per cui mancano trovate verdoniane (che qui in Italia utilizziamo continuamente) o alcune sentenze messe in bocca a Clint Eastwood nella Trilogia del dollaro.

In testa alla classifica dell’AFI c’è “francamente me ne infischio”, le parole con cui Clark Gable esce memorabilmente di scena in Via col vento, quindi, in seconda posizione, compare Il padrino con “gli farò un’offerta che non potrà rifiutare”, e così via fino alla frase di Robert De Niro più famosa della sua carriera, al decimo posto della classifica generale.

Si tratta di “Ma dici a me?”, che l’attore improvvisò allo specchio nei panni di Travis Bickle, protagonista di Taxi Driver. Si tratta proprio della celebre scena con l’estrazione della pistola tramite un congegno: il vigilante protagonista del film del ’76 è già nella sua spirale discendente. Scorsese, che sul set osservava con il fiato sospeso l’improvvisazione dell’amico, rende questa psicosi emergente mettendo Bickle davanti a uno specchio: simulando un litigio, Travis punta la pistola sulla superficie riflettente ma in realtà su se stesso.

de niro taxi driverpinterest

United Archives//Getty Images

De Niro, “la battuta più bella del cinema italiano”

In realtà De Niro è anche l’attore che ha saputo pronunciare in maniera ineguagliabile quella che è stata considerata la più grande battuta del cinema italiano. Si tratta di “sono andato a letto presto” di C’era una volta in America. Ne abbiamo parlato qui.

SCONTI AMAZON SULL’ELETTRONICASmartphone Pixel 9aGoogle Smartphone Pixel 9aCredit: Courtesy photo

Smartphone con sistema operativo Android 15 e processore Snapdragon con velocità 3,1 GHz. Memoria RAM installata da 8 GB, capacità 128 GB. La batteria può durare più di 24 ore, fino a 100 ore con Risparmio Energetico Estremo.

Tablet 10.1 pollici Android 15Laptok Tablet 10.1 pollici Android 15

Ora in sconto del 22%

Credit: Courtesy photo

Tablet 10”, memoria 16GB e 32GB di spazio interno (espandibile). Sistema operativo Android 15 e processore quad-core Cortex-A53 e single-core Cortex-A73. Schermo IPS, HD. Fotocamera frontale 5MP e posteriore 8MP. Batteria 5000mAh, CPU a basso consumo energetico.

MacBook Air 13''Apple MacBook Air 13”Credit: Courtesy photo

Portatile con design dalle dimensioni ultraridotte, con chip M4 (2025) progettato per Apple Intelligence, iperleggero ed extraveloce. Display Liquid Retina da 13,6”. 16GB di memoria unificata e 256GB di archiviazione SSD. Touch ID e batteria che dura fino a 18 ore. Videocamera 12MP Center Stage, tre microfoni e quattro altoparlanti con audio spaziale.

Smart TV F Pro 32XIAOMI Smart TV F Pro 32Credit: Courtesy photo

Schermo 32”, con tecnologia QLED Quantum Dot per colori vivaci, contrasti intensi e una nitidezza straordinaria con oltre un miliardo di colori realistici. Suono cinematografico con Dolby Audio. Controllo Vocale Alexa, compatibile con Apple AirPlay. Triple Tuner DVB-C/S/S2/T/T2, DTS Virtual:X, DTS-HD.

Headshot of Giuseppe Giordano

Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).