di
Serena Palumbo

Selvaggia Lucarelli risponde al conduttore di Report. Ranucci aveva detto: «Rapporti spregiudicati? Lei con chi li ha avuti?». La replica: «Dovrebbe evitare allusioni e dire nomi e cognomi»

È scontro a distanza tra Sigfrido Ranucci e Selvaggia Lucarelli. Al centro della polemica ci sono le dichiarazioni del conduttore di Report, le critiche rivolte dalla giornalista al programma e al suo presentatore e, soprattutto, una frase pronunciata da Ranucci che Lucarelli ha interpretato come un’allusione alle sue frequentazioni.

La vicenda si è accesa dopo gli interventi che Lucarelli ha rilasciato nell’intervista al Corriere e attraverso la newsletter Vale Tutto, nei quali la giornalista ha commentato i rapporti – definiti «spregiudicati» – che il conduttore avrebbe avuto con stagiste e fonti. «Sono convinta che non molestasse fisicamente nessuno, ma sono altrettanto convinta del fatto che il suo rapporto con alcune fonti e collaboratrici sia stato spregiudicato e che nel suo ruolo abbia commesso errori – spiegava Lucarelli -. È il famoso tema dell’asimmetria di potere: sei Ranucci, hai un enorme potere sulle carriere, dovresti avere una particolare cautela nel separare il piano professionale da quello privato». A quelle critiche Ranucci ha replicato a margine della presentazione del suo libro a Lavarone, provincia di Trento, in un’intervista video rilasciata al Corriere, con una domanda rivolta direttamente alla giornalista: «E lei con chi ha avuto rapporti spregiudicati?».



















































Concetto che il conduttore di Report sottolinea anche nell’intervista a Repubblica, affrontando in prima persona il tema delle proprie frequentazioni e, in particolare, dell’amicizia con Valter Lavitola, già coinvolto in vicende giudiziarie legate a un tentativo di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. «Qual è il problema? In Rai vadano a vedere chi sono gli amici degli altri, a partire da Luigi Ciavardini», sostiene Ranucci, facendo riferimento all’ex terrorista neofascista condannato come esecutore materiale della strage di Bologna. Il rimando si inserisce nella polemica sui contatti attribuiti a Chiara Colosimo, presidente della commissione Antimafia, che ha sempre negato l’esistenza di un rapporto di amicizia con Ciavardini. È subito dopo questo passaggio che Ranucci chiama in causa Lucarelli: «Siamo al punto che persino Selvaggia Lucarelli mi imputa rapporti spregiudicati. Sarebbe interessante citare i suoi».

Parole alle quali la giornalista ha reagito con un post su X, ripreso anche nella newsletter. «Sorvolo su alcuni passaggi dell’intervista a Ranucci oggi su Repubblica perché sulla mitomania mi sono soffermata abbastanza (“Report per la Rai come il Giubileo per il Papa”, vabbè) e non infierisco», scrive, richiamando una delle frasi pronunciate dal conduttore. Poi entra nel merito del riferimento alle sue frequentazioni: «Sono molto stupita della frase modalità pizzino su di me».

Secondo Lucarelli, Ranucci avrebbe dovuto rispondere nel merito alle critiche, senza spostare il confronto sulla persona che le ha formulate. «Nel mondo del giornalismo fatto da persone perbene si risponde su ciò che l’altro ha scritto, non attaccando chi ha scritto e non mi sembra che Ranucci lo abbia fatto», sostiene. La giornalista definisce quindi quello del conduttore un argumentum ad hominem (argomento contro l’uomo), accusandolo di utilizzare un attacco personale per delegittimare chi lo critica: «L’argumentum ad hominem per delegittimare chi scrive e fa il suo lavoro però me lo aspetto dai fasci, non da Ranucci». Il punto più delicato, per Lucarelli, resta però l’allusione alle frequentazioni che lei avrebbe avuto. La giornalista sottolinea che la frase di Ranucci arriva subito dopo il riferimento ai presunti rapporti di altre persone con un ex terrorista: «Dovrebbe essere così gentile da evitare allusioni e dire con nomi e cognomi, quale brutta gente o criminali e pregiudicati sarebbero miei amici o confidenti o frequentazioni».

Da qui la richiesta di un chiarimento pubblico. Secondo Lucarelli, in assenza di nomi e circostanze precise, la frase rischierebbe di assumere un significato diverso da quello di una semplice replica giornalistica: «Perché altrimenti suona come un “so cose su di te, quindi ti conviene stare zitta”». E aggiunge: «Racconta pure Ranucci, sennò sembra una intimidazione allusiva e un metodo molto poco nobile di non rispondere sul merito lanciando ombre su chi ti critica». Lucarelli respinge, infine, l’ipotesi che le sue critiche possano essere riconducibili a mandanti, interessi esterni o appartenenze politiche: «Io ho solo scritto ciò che penso o che so, senza mandanti e senza finalità oscure».


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20 agosto 2026 ( modifica il 20 agosto 2026 | 11:55)