di
Giorgio Bernardini
L’ex sacerdote di Vicofaro (Pistoia): «Quello che abbiamo fatto è una cosa bellissima, ma poco capita nella Chiesa stessa». Salvini esulta: «Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo»
PISTOIA – «Forse l’idea di chiesa da campo non è più tra le principali attenzioni del Vaticano di Leone XIV». Don Massimo Biancalani commenta con durezza la decisione della Santa Sede, che ha confermato la sua estromissione dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini.
Il Dicastero per il Clero, come anticipato da Il Manifesto, ha respinto il ricorso al provvedimento dell’ex vescovo Fausto Tardelli.
Vicofaro e Ramini, simboli dell’accoglienza
Si chiude una vicenda che da oltre dieci anni ha trasformato Vicofaro in un simbolo del confronto sull’accoglienza.
La parrocchia era arrivata a ospitare circa 200 persone. L’esperienza ha reso Biancalani un punto di riferimento per i sostenitori dell’accoglienza e il bersaglio di critiche per sovraffollamento e condizioni degli spazi. Negli ultimi mesi l’attività si era spostata a Ramini, dove oggi vivono 50 persone, migranti. Ed è sul futuro di Ramini che Biancalani è rimasto sorpreso. Su Vicofaro, invece, «sapevamo che sarebbe stato difficile perché Tardelli aveva raccolto un dossier specifico che metteva in crisi il modello di accoglienza».
Biancalani racconta di avere incontrato il vescovo Augusto Mascagna, che gli avrebbe detto di continuare ad avere cura dei ragazzi di Ramini. «Ho capito che devo continuare a celebrare messa, ma è bene che mi scriva due righe che lo ufficializzino».
La decisione del Vaticano
Il procedimento riguarda una valutazione pastorale sulla gestione delle due parrocchie.
Nel 2024 gli era stato proposto un incarico all’Ufficio missionario diocesano, mantenendo il suo impegno nell’accoglienza, ma aveva rifiutato. Poi aveva perso la rappresentanza legale di Vicofaro e impugnato il provvedimento. Il ricorso è stato respinto dal Dicastero per il Clero romano.
La partita non è ancora completamente chiusa: ha 60 giorni per rivolgersi al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. «Sto valutando con i miei avvocati. Nulla è scontato», dice. Il ricorso non avrebbe comunque effetto sospensivo: la rimozione resta efficace.
Le reazioni politiche
La decisione ha riacceso lo scontro. «Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo», ha scritto il vicepremier Matteo Salvini. La Lega Toscana parla di gestione dell’immigrazione «fortemente criticabile».
«Il post di Salvini? Li ha sempre fatti — replica Biancalani — appartiene al suo stile e alla sua linea, che è inqualificabile e di grande irresponsabilità». Difende l’esperienza: «Quello che abbiamo fatto è una cosa bellissima, ma poco capita nella Chiesa stessa. È stato un grosso servizio reso anche ai territori». Ora il nodo sono i circa 50 migranti di Ramini. «A loro non ho detto niente», dice Biancalani. «Sono persone fragili e non vorrei fargli vivere un altro trauma, quello di doversi allontanare e finire nuovamente in strada».
Alle 18 Mascagna celebrerà la messa a Vicofaro, indicata dalla diocesi come l’inizio di una nuova fase. Sul futuro di Ramini resta una domanda aperta.
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20 agosto 2026 ( modifica il 20 agosto 2026 | 12:41)
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