La West Nile continua a circolare in Italia. Due nuovi aggiornamenti arrivano da Chieti e Oristano, mentre l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità fotografa una presenza del virus ormai documentata in 60 province di 16 regioni.

Chieti, primo caso: ricoverata una donna di 75 anni

In provincia di Chieti è stato accertato il primo caso umano di West Nile. Si tratta di una donna di 75 anni ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale SS. Annunziata.

La paziente era arrivata in Pronto Soccorso nei giorni scorsi in condizioni critiche, con febbre e importanti disturbi neurologici, in un quadro complicato da patologie preesistenti.

La diagnosi è stata confermata dagli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise di Teramo. Attualmente la donna è in condizioni stabili e non necessita di supporto ventilatorio.

La ASL ha attivato le procedure di prevenzione e controllo e un’indagine epidemiologica per ricostruire i luoghi frequentati dalla paziente e capire dove possa essere avvenuta l’infezione.

Oristano, i casi salgono a 19

Nuovo caso anche in provincia di Oristano, dove le infezioni accertate dall’inizio della stagione sono salite a 19.

L’ultimo caso riguarda un ultracinquantenne che, dopo aver manifestato i sintomi, si è rivolto al Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino ed è stato ricoverato.

Il Dipartimento di Prevenzione della ASL 5 ha avviato l’indagine epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono anche la disinfestazione dell’area di residenza. Tra i casi registrati nell’Oristanese figura anche il decesso di una persona ultranovantenne.

West Nile in Italia: 312 casi confermati e 13 decessi

I casi di Chieti e Oristano si inseriscono in un quadro nazionale che richiede attenzione e sorveglianza.

Secondo il report dell’ISS del 20 agosto, aggiornato al 19 agosto, in Italia sono stati segnalati 312 casi confermati di infezione da West Nile Virus, rispetto ai 226 del bollettino precedente.

Di questi, 156 hanno sviluppato una forma neuro-invasiva, 115 la febbre West Nile e 40 sono infezioni asintomatiche individuate grazie ai controlli sui donatori di sangue. I decessi notificati sono 13, uno relativo a un caso importato.

Un dato aiuta però a leggere correttamente i numeri: nello stesso periodo del 2025 i casi erano 351 e i decessi 22. Quest’anno, dunque, i casi sono finora inferiori, anche se il virus è stato rilevato in un territorio più ampio: 60 province di 16 regioni, contro 52 province di 15 regioni nello stesso periodo dello scorso anno.

Come si prende la West Nile?

La West Nile non si trasmette normalmente da una persona all’altra attraverso i comuni contatti.

Il virus arriva all’uomo soprattutto attraverso la puntura di una zanzara infetta, in particolare del genere Culex, la comune zanzara presente anche in Italia.

Il ciclo naturale coinvolge principalmente uccelli e zanzare: l’insetto si infetta pungendo un uccello che ospita il virus e può successivamente trasmetterlo all’uomo o ad altri mammiferi.

Quali sono i sintomi?

Nella maggior parte dei casi l’infezione passa inosservata: circa 8 persone su 10 non sviluppano sintomi.

Quando la malattia si manifesta possono comparire febbre, mal di testa, nausea, stanchezza e dolori muscolari.

Solo in una piccola parte delle persone infettate il virus può interessare il sistema nervoso e provocare forme più gravi, come meningite o encefalite.

Chi rischia di più?

A dover prestare maggiore attenzione sono soprattutto anziani e persone fragili, nei quali aumenta il rischio che l’infezione possa avere conseguenze più serie.

Questo non significa che una puntura di zanzara debba creare allarme: anche nelle zone dove il virus circola, la maggior parte delle infezioni non provoca sintomi.

In presenza di febbre persistente è opportuno confrontarsi con il medico, soprattutto nelle persone anziane o fragili. Sintomi neurologici importanti, come confusione, forte sonnolenza, difficoltà nei movimenti o alterazioni dello stato di coscienza, richiedono invece una valutazione medica tempestiva.

Come proteggersi dalla West Nile

Al momento non esiste un vaccino contro la West Nile per uso umano. La prevenzione passa quindi soprattutto dalla protezione contro le punture di zanzara.

Repellenti, zanzariere e abiti che coprano maggiormente la pelle possono ridurre il rischio. Altrettanto importante è eliminare i ristagni d’acqua da balconi e giardini: sottovasi, secchi, annaffiatoi e altri contenitori possono infatti diventare luoghi di riproduzione delle zanzare.

I numeri confermano quindi la necessità di mantenere alta la sorveglianza, senza allarmismi. Nonostante casi e decessi siano finora inferiori allo stesso periodo dello scorso anno, il virus continua a circolare in una parte significativa del territorio nazionale.

Fonti

Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, Report della sorveglianza dei casi umani di West Nile e Usutu virus in Italia, n. 4 del 20 agosto 2026, dati aggiornati al 19 agosto.

Istituto Superiore di Sanità – West Nile: in Italia 312 casi confermati, 13 decessi, 20 agosto 2026.

Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, Febbre West Nile: informazioni su trasmissione, sintomi e prevenzione.

ANSA, 20 agosto 2026 – Salgono a 19 i casi di contagio di febbre del Nilo nell’Oristanese.

ASL 5 Oristano – Dipartimento di Prevenzione.

ASL Lanciano Vasto Chieti – aggiornamento sul primo caso di West Nile in provincia di Chieti.

Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise.