di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Lo sconto fiscale scade il 25 agosto: senza una proroga il diesel può rincarare di 17 centesimi e balzare sopra i 2,2 euro al litro
La benzina supera la soglia dei 2 euro al litro sulla rete stradale nazionale, mentre il gasolio continua a correre ancora più in alto e raggiunge il valore massimo dal 28 luglio. Il nuovo rincaro arriva nella fase conclusiva dell’esodo estivo e a pochi giorni dalla scadenza del taglio temporaneo delle accise sul diesel.
Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, giovedì 20 agosto il prezzo medio della benzina in modalità self service è salito a 2,002 euro al litro, dai precedenti 1,997 euro. Il gasolio ha raggiunto 2,116 euro, contro i 2,107 euro del giorno precedente.
Il superamento della soglia dei 2 euro resta un evento raro. Secondo la serie storica dei prezzi medi settimanali, dal 2017 la benzina ha oltrepassato questo livello soltanto otto volte: nelle settimane del 14 e 21 marzo 2022, del 13, 20 e 27 giugno, del 4 e 11 luglio dello stesso anno e, da ultimo, il 25 settembre 2023. Il massimo fu raggiunto nella settimana del 14 marzo 2022, quando la media nazionale arrivò a 2,184 euro al litro. Il dato odierno del Mimit è giornaliero e non direttamente sovrapponibile a quelli settimanali, ma segnala il ritorno su livelli che non si vedevano dall’autunno del 2023.
Il conto diventa ancora più pesante in autostrada, dove la benzina self costa in media 2,077 euro al litro e il diesel 2,186 euro. Anche in questo caso i prezzi sono aumentati rispetto al giorno precedente, quando si attestavano rispettivamente a 2,074 e 2,178 euro.
Un pieno arriva a costare oltre 109 euro
Tradotti nella spesa sostenuta dagli automobilisti, i nuovi listini significano che per un rifornimento da 50 litri servono in media 100,10 euro per la benzina e 105,80 euro per il gasolio sulla rete ordinaria. In autostrada il costo sale rispettivamente a 103,85 e 109,30 euro.
Il diesel costa dunque 11,4 centesimi al litro più della benzina sulle strade ordinarie, con una maggiore spesa di 5,70 euro su un pieno da 50 litri. Rispetto alla rilevazione precedente, lo stesso rifornimento costa 25 centesimi in più per la benzina e 45 centesimi in più per il gasolio.
A rendere particolarmente significativo il dato è proprio l’andamento del diesel. Come ricorda l’Unione nazionale consumatori, il prezzo ha raggiunto il valore più alto dal 28 luglio, quando si attestava a 2,180 euro al litro e il governo decise di intervenire sulle accise.
Lo sconto vale 17 centesimi, Iva compresa
Il taglio deciso dall’esecutivo riguarda 14 centesimi di accisa sul gasolio, che diventano circa 17 centesimi sul prezzo finale considerando anche l’Iva. La proroga approvata all’inizio di agosto, con uno stanziamento di 245 milioni di euro, arriva a scadenza il 25 agosto.
In assenza di un nuovo intervento, dal giorno successivo il venir meno dello sconto potrebbe portare il prezzo medio del diesel, a parità di tutte le altre componenti, dagli attuali 2,116 euro a circa 2,286 euro al litro. In autostrada, partendo dalla media attuale di 2,186 euro, si arriverebbe teoricamente a circa 2,356 euro.
Lo sconto fiscale non è stato interamente cancellato dai rincari. Rispetto ai 2,180 euro del 28 luglio, il prezzo attuale resta più basso di 6,4 centesimi al litro. Una parte consistente del beneficio è stata però progressivamente riassorbita dalla crescita delle altre componenti del prezzo.
Il governo aveva scelto di intervenire soltanto sul diesel per il suo peso nel trasporto delle merci e in attività come l’agricoltura e la pesca, nelle quali i consumi sono difficilmente comprimibili, lasciando la benzina e le famiglie al loro destino. Con la scadenza ormai vicina, resta da capire se l’intervento sarà nuovamente prorogato o rafforzato.
L’Unione nazionale consumatori chiede all’esecutivo di agire subito, portando il taglio dell’accisa sul gasolio da 14 a 30 centesimi. L’associazione propone inoltre una riduzione di 15 centesimi per la benzina, finora esclusa dall’intervento.
Anche il Codacons sollecita un intervento immediato, chiedendo di prorogare fino alla prima settimana di settembre il taglio delle accise sul gasolio e di estenderlo alla benzina. Secondo i calcoli dell’associazione, nel solo mese di luglio gli italiani hanno speso per i rifornimenti 782 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, la maggiore spesa complessiva nel bimestre luglio-agosto potrebbe raggiungere 1,8 miliardi di euro. L’estensione dello sconto alla verde, sottolinea il Codacons, interesserebbe oltre 17 milioni di automobili alimentate a benzina e servirebbe ad attenuare il costo del controesodo estivo.
L’allarme delle imprese turistiche
Il caro diesel non colpisce soltanto gli automobilisti, ma rischia di trasferirsi sui costi sostenuti dalle imprese di trasporto, della logistica e del turismo. AN.BTI-Confcommercio, l’associazione delle aziende dei bus turistici, avverte che l’aumento sta tornando a minacciare la sostenibilità di un comparto già alle prese con la crescita dei costi di gestione, le limitazioni alla circolazione e le zone a traffico limitato sempre più onerose.
«Il nostro settore consuma grandi quantità di gasolio per garantire mobilità, turismo ed economia sul territorio e non può assorbire indefinitamente aumenti di questa portata», afferma il presidente dell’associazione Riccardo Verona, chiedendo al governo una strategia strutturale per il trasporto turistico su gomma.
Il rischio legato alla crisi iraniana
Sullo sfondo rimane la crisi internazionale. Le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran e il rischio di ulteriori difficoltà nei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per gli approvvigionamenti energetici mondiali, potrebbero esercitare nuove pressioni sulle quotazioni del petrolio e sui costi del trasporto.
Il presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, ha evocato la possibilità che, in caso di un aggravamento delle tensioni geopolitiche e della situazione nello Stretto, il gasolio possa arrivare nei prossimi mesi fino a 3 euro al litro. Si tratta, tuttavia, di uno scenario estremo legato a un ulteriore deterioramento della crisi, non di una previsione certa sull’andamento dei prezzi.
Di fronte al rischio di un aggravamento della crisi internazionale, sempre il Codacons chiede di garantire la piena disponibilità delle scorte petrolifere strategiche nazionali e di prepararsi a un loro eventuale utilizzo in caso di problemi negli approvvigionamenti.
Un nuovo aumento dei carburanti, sottolinea l’associazione, non resterebbe confinato alle stazioni di servizio. Attraverso i trasporti e la logistica potrebbe trasferirsi sui prezzi di beni e servizi, comprimendo ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie.
20 agosto 2026 ( modifica il 20 agosto 2026 | 13:45)
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