I primi sintomi, tra febbre, scarso appetito e vomito, si erano manifestati la scorsa settimana. In pochi giorni il quadro clinico è peggiorato, causando un’insufficienza respiratoria che, alla fine, non le ha lasciato scampo. Una bimba di 4 anni è morta ieri all’Ospedale dei bambini per una sospetta difterite, una grave malattia infettiva batterica e contagiosa contro la quale la piccola non sarebbe stata vaccinata. La salma è stata sequestrata dalla Procura che, oltre a disporre l’autopsia, cercherà di capire come mai la bambina non fosse stata sottoposta alla vaccinazione obbligatoria per legge.

La piccola era entrata in ospedale la prima volta giovedì scorso accusando i primi sintomi come febbre, vomito e inappetenza. Dopo i primi esami disposti dai medici, che sin da subito avrebbero sospettato la difterite, la piccola era stata dimessa con una diagnosi di tonsillite, mentre i genitori erano stati invitati a tornare subito in pronto soccorso in caso di problemi. Due giorni dopo le dimissioni, però, la temperatura continuava a restare alta nonostante i farmaci. Durante gli accertamenti sarebbe emerso un dettaglio non da poco, ovvero che la bimba non risultasse vaccinata per scelta della famiglia.

Nelle ore successive al secondo ricovero i sintomi della bambina sarebbero peggiorati, rendendo necessario intubarla e disporre il trasferimento in ambulanza nel reparto di Terapia intensiva pediatrica del Di Cristina. Acclarato con i test di prima linea che si trattasse di difterite, tutti i medici, gli infermieri e gli operatori entrati in contatto con la piccola sono stati sottoposti a profilassi antibiotica. Il caso, alla luce di quanto emerso, è stato segnalato alla Procura di Palermo che, oltre a disporre l’autopsia nell’Istituto di medicina legale del Policlinico, ha delegato ai carabinieri l’acquisizione delle cartelle cliniche per ricostruire l’accaduto e chiarire eventuali responsabilità.

Allerta morbillo, Palermo sorvegliata speciale: ecco perché ci sono più casi che nel resto d’Italia

La vaccinazione per la difterite rientra tra quelle obbligatorie cui vengono sottoposti i bambini nel primo anno di vita, con un ciclo di tre iniezioni che vengono effettuate a 3 mesi, 5 mesi e 12 mesi. Un vaccino per cui viene consigliato, come in altri casi, di fare un richiamo anche in età adulta, ogni 10 anni. Anche per questo motivo il caso della piccola deceduta ieri al Di Cristina è stato segnalato ai servizi sociali che cercheranno di fornire un supporto alla famiglia. 

La tragedia che si è consumata ieri in ospedale potrebbe riaccendere i riflettori sul tema e sull’importanza della prevenzione. “Una vera tragedia che, quasi sicuramente, il vaccino avrebbe evitato. In Italia – spiega a PalermoToday Francesco Vitale, professore ordinario di Igiene generale e applicata all’Università degli studi di Palermo e direttore dell’Unità di Oncologia e sanità pubblica del Policlinico – non registravamo casi di malattia difterica da decenni. Quella contro la difterite è una delle vaccinazioni di base, insieme a quelle per tetano, pertosse, poliomielite, epatite e altre ancora, che un bambino di un anno dovrebbe aver già fatto per potere vivere una vita tranquilla. Il fatto di non vedere la malattia non deve farci pensare che la stessa non esista più”.

L’inchiesta aperta dai magistrati della procura palermitana servirà a chiarire come mai la piccola non fosse stata vaccinata, anche perché sembrerebbe che un fratellino della stessa avesse ricevuto almeno la prima dose. “C’è un problema culturale di fondo, in alcuni casi quasi di avversione la prevenzione vaccinale perché quando si sta bene non si percepisce l’eventuale pericolo a fronte del piccolo disagio che la vaccinazione può comportare in termini di tempo o di possibili piccole reazioni”, spiega il professore Vitale. “Quella dei bambini – prosegue – è la classe d’età che maggiormente condivide, toccano tutto con le mani e se le portano in bocca, per cui sono più esposti. Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale ci sono diverse questioni che si incrociano anche con la privacy, perché il medico curante o il pediatra, in ragione del rapporto di libera scelta, è l’unico che può intervenire direttamente sui propri pazienti”.

Dilena: “Vaccinare i fragili è un dovere etico”

Con la legge 119/2017 sono state rese obbligatorie dieci vaccinazioni per i minori, da 0 a 16 anni, ai fini dell’iscrizione scolastica. Per i nati dal 2017 in poi l’obbligo riguarda alcuni vaccini specifici per evitare contagi e malattie che, in alcuni casi, possono rivelarsi fatali. “Vaccinare i soggetti fragili, e nello specifico i bambini per i quali è prevista la vaccinazione obbligatoria, è un dovere etico – afferma Maria Ilaria Dilena, direttrice medica di presidio degli ospedali dell’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello – per tutelare non solo i singoli individui ma tutta la collettività. La prevenzione riveste un ruolo di prioritaria importanza, pertanto tutti dobbiamo renderci responsabili di tutelare la salute collettiva sensibilizzando e rendendo consapevoli le persone sulla importanza della vaccinazione”.