di
Daniela Polizzi e Andrea Rinaldi

La contromossa a Intesa Sanpaolo (che vuole inglobare al banca senese): un terzo polo leader negli sportelli e nella distribuzione del risparmio

Il piano presentato oggi giovedì 20 agosto in cda dal ceo di Mps, Luigi Lovaglio, secondo indiscrezioni, propone agli azionisti della banca senese una doppia offerta pubblica di scambio. Oggetto dei desideri del manager della banca senese sono il Banco Bpm e Banca Generali. Nel primo caso proporrebbe in sostanza di comprare l’ex popolare milanese pagandola con azioni Monte Paschi. Resta lo scoglio del Crédit Agricole, socio di maggioranza con il 29,3%, che potrà accettare la proposta o trovare un accordo con cui scambiare la sua quota, un po’ come fece con l’acquisto di Cariparma per uscire da Intesa Sanpaolo. Oppure ancora, nel caso più estremo, lanciare una contro-Ops su Bpm. Questa strategia dovrebbe passare prima dal vaglio del comitato parti correlate, in quanto la banca guidata da Giuseppe Castagna ha il 3,7% di Mps. Poche ore prima dell’Opas da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo su Siena, era stato lo stesso Banco Bpm a proporre, a giugno, a un matrimonio tra uguali al Monte, che però è naufragato prima di Ferragosto proprio per la rinuncia dello stesso Banco, anche dopo che Crédit Agricole aveva ufficialmente espresso la volontà di unirle il suo business italiano.

La partita Generali e l’idea della super cedola agli azionisti

Anche nel caso di Banca Generali l’idea è quella di presentare al mercato un’Ops, con il risultato di portare le Assicurazioni Generali (azionista con il 51% della banca guidata da Gian Maria Mossa) al 12-13% del Monte. Entrambe le operazioni potrebbero passare dalla valorizzazione del 13,2% del Leone in mano a Mps attraverso Mediobanca e pari a circa 8,5 miliardi sul mercato: una cifra che consentirebbe anche la distribuzione di un super dividendo per i soci di Rocca Salimbeni.
Il piano dovrebbe passare per forza dal vaglio degli azionisti, in una fase in cui l’istituto senese è sotto passivity rule, la regola che impedisce agli amministratori contromosse straordinarie per evitare una scalata esterna a meno di un’autorizzazione di un’assemblea ordinaria o straordinaria.



















































Cambio di passo per la banca senese

In sintesi, più che una disperata doppia mossa di resistenza all’offerta da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo, l’operazione architettata da Lovaglio appare come un cambio di passo per l’istituto toscano, che ne configurerebbe davvero il ruolo di terzo polo bancario. Con Banco Bpm infatti nascerebbe la seconda banca italiana per presenza territoriale che assommerebbe le 1.400 filiali di Piazza Meda con i 1.252 sportelli di Siena, dietro Intesa Sanpaolo e davanti Unicredit. Con Banca Generali, unita a Mediobanca, nascerebbe invece un leader nell’asset gathering, un pivot importante nella distribuzione del risparmio italiano. Il piano illustrato da Lovaglio, a quanto risulta, avrebbe incontrato il favore di alcuni degli azionisti forti del Monte come Delfin della famiglia Del Vecchio, Plt della famiglia Tortora e un paio di fondi stranieri. 

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20 agosto 2026 ( modifica il 20 agosto 2026 | 16:33)