Il 2026 non può essere certamente annoverato come uno dei migliori anni di carriera per Alessandro Covi. Il “Puma di Taino” aveva concentrato il proprio programma di gare per arrivare pronto al Tour de France – sarebbe stata la sua prima volta – ma il doppio virus che lo ha colpito a inizio estate ha mandato in fumo tabelle, aspettative e speranze del 27enne corridore della Jayco Alula.
Covi ha quindi dovuto ridisegnare la propria stagione e si appresta ora a un altro esordio rilevante, quello nella Vuelta di Spagna che prenderà il via sabato 22 dal Principato di Monaco con una cronometro individuale e che già alla terza e quarta tappa proporrà salite interessanti. Il “Puma”, quindi, partirà in casa visto che da qualche anno risiede proprio a Montecarlo, e chissà se la situazione possa aiutarlo a ritrovare subito certezze in sella. (foto Sprint Agency/Jayco Alula)
In vista della Vuelta, il “numero uno” del ciclismo varesotto ha affinato la condizione disputando al Arctic Race in Norvegia dove non ha ottenuto risultati di rilievo (30° nella classifica finale) ma dove ha potuto testare gambe e fiato in una corsa a tappe come non faceva da metà giugno. «Sono pronto per la Vuelta – spiega oggi Covi a VareseNews – una gara in cui cercherò di cogliere più occasioni possibili».
La forma, garantisce il Puma, è ritrovata sia a livello mentale sia fisico: «Parto motivato e in salute, con l’obiettivo di fare bene nelle singole giornate di gara. In generale tutta la squadra ha questa impostazione: non cureremo la classifica generale ma andremo a caccia della vittoria di tappa». In Spagna, tra l’altro, Covi ha ottenuto ben tre delle sue cinque vittorie da professionista: la Vuelta Murcia e una tappa alla Ruta del Sol nel 2022 e una frazione del Giro delle Asturie nel 2025.
POGACAR SUPERFAVORITO – La Vuelta 2026 ha un favorito d’obbligo, Tadej Pogacar, che cerca la doppietta stagionale dopo aver conquistato per la quinta volta il Tour de France. Il fenomeno sloveno si rivelò proprio in Spagna nel 2019 con tre vittorie di tappa e il terzo posto finale alle spalle di Roglic e Valverde. Proprio Roglic (oltre alla Red Bull-Bora) è una delle possibili alternative insieme a un altro veterano come Richard Carapaz (EF), a Felix Gall (Decathlon), Enric Mas (Movistar) e Mattias Skjelmose (Lidl-Trek). Tra i possibili outsider il giovane scalatore Oscar Onley (Ineos) che ha appena vinto una tappa alla Vuelta a Burgos vinta da Gall.
POCA ITALIA – Come purtroppo accade spesso e non solo alla Vuelta, la partecipazione tricolore appare marginale, anche se nei numeri l’Italia è la quarta forza dopo Spagna, Francia e Belgio. Insieme a Covi la pattuglia azzurra conta altri 12 uomini, nessuno però in grado di puntare alla classifica con la (parziale) eccezione dell’ex Eolo Lorenzo Fortunato in maglia Astana. Lui, come Albanese e lo sprinter Dainese possono puntare a qualche successo di tappa, lo stesso obiettivo che si è dato il nostro Covi.