Marzabotto (Bologna), 20 agosto 2026 – Alle ore 12:10 del 19 agosto 2026, la Storia è prepotentemente riemersa dal suolo del Parco Storico di Monte Sole. “Esattamente in una delle aree in cui si consumò il feroce eccidio di Monte Sole” sono stati ritrovati dei resti presumibilmente umani e risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. “Il ritrovamento assume un’altissima carica simbolica, emotiva e storica”.
L’intervento di recupero è stato effettuato dai Carabinieri della sezione radiomobile di Casalecchio di Reno e della Stazione di Marzabotto nei pressi della Chiesa di Santa Maria Assunta di Casaglia.
L’allarme dato da due cittadini
A dare l’allarme al 112 (Numero unico di emergenza) sono stati due cittadini che, trovandosi sul posto, hanno avvistato le ossa direttamente sul terreno. I militari, giunti tempestivamente, hanno eseguito un accurato sopralluogo dell’area.
Approfondisci:
Com’è ora piazza Trento e Trieste dopo il restyling da 220mila euro: “Strade più sicure”
Il motivo del ritrovamento
Secondo quanto emerso dalle prime ispezioni, il suolo interessato dal rinvenimento era stato recentemente oggetto di lavori per la posa della fibra ottica: con molta probabilità sono stati proprio questi scavi a riportare in superficie le tracce sepolte da decenni.

L’intervento di recupero è stato effettuato dai Carabinieri della sezione radiomobile di Casalecchio di Reno e della Stazione di Marzabotto
A Casaglia sono morte decine di civili inermi
Quello di Casaglia non è un suolo qualunque: è l’epicentro della memoria in cui persero la vita decine di civili inermi. La vista di resti umani riapre idealmente una profonda ferita per l’intera comunità, collegando in modo crudo la cronaca di oggi alle atrocità del 1944.
Accertamenti per confermare la natura dei resti
Al termine delle ispezioni, i resti sono stati sottoposti a sequestro dai Carabinieri. Sono attualmente in corso approfonditi accertamenti che dovranno confermare ufficialmente la natura umana delle ossa e provare, ove possibile, a dare un’identità a quella che si profila come l’ennesima vittima della guerra riemersa dall’oblio.