di
Giulia Taviani
Anche Finlandia e Svezia, oltre a Germania, Svizzera e Austria, sono pronte ad attuare il nuovo Regolamento europeo e a rimandare in Italia i migranti. Francia e Spagna invece, per il momento, non espelleranno «dublinanti»
Dopo l’annuncio fatto nel primo pomeriggio dalla Finlandia, ora anche la Svezia ha annunciato di preparare la ripresa dei trasferimenti di migranti verso l’Italia. Salgono così a cinque i Paesi Ue che hanno deciso di attuare il nuovo Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, dopo Germania, Svizzera e Austria. Francia e Spagna hanno invece fatto sapere all’Ansa che, per il momento, «la decisione politica è di non unirsi» a questi Paesi e dunque di non espellere i «dublinanti».
Il ministro dell’Interno finlandese Rantanen ha sottolineato l’importanza che tutti gli Stati membri rispettino le proprie responsabilità nell’ambito del Patto Ue su migrazione e asilo, che consente «la ripresa dei trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia». E precisa che «i trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione».
Victoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la Migrazione Johan Forssell, ha dichiarato invece che «la Svezia ha effettuato trasferimenti di migranti verso l’Italia e intendiamo continuare a farlo, in conformità con le disposizioni del Patto sull’immigrazione e l’asilo».
La portavoce precisa quindi che, in realtà, la mossa svedese «non è una novità», ma che «da quando è entrato in vigore il patto europeo i trasferimenti ai sensi del regolamento di Dublino funzionano meglio».
Chi sono i Dublinanti e perché stanno mettendo in crisi l’Europa?
«Per la Finlandia – ribadisce il Rantanen – è importante che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell’Ue rispettino le proprie responsabilità nell’ambito del Patto. Da parte nostra, restiamo impegnati a garantire l’effettiva attuazione delle procedure relative alla determinazione dello Stato responsabile». L’obiettivo sarebbe quello di ridurre al minimo l’immigrazione che, secondo Helsinki, grava sull’economia nazionale.
Non è ancora dato sapere il numero complessivo di persone che saranno interessate dai futuri trasferimenti. Così come il ministro non ha precisato se la procedura riguarderà sclusivamente i richiedenti asilo arrivati dopo il 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto Ue, o anche quelli già presenti in precedenza.
Le decisioni di Helsinki e Stoccolma arrivano dunque dopo settimane di schermaglie prima con Berlino e poi anche con Svizzera e Austria, quest’ultima aggiuntasi solo ieri alla lista. La loro volontà di rimandare in Italia i migranti sbarcati prima nel nostro Paese e trasferitesi poi all’estero rispetta il nuovo «patto europeo sui migranti» entrato in vigore il 12 giugno scorso.
La Francia ha invece dichiarato all’Ansa che non si unirà a questi Paesi «fin quando permarrà una fase di collaborazione e di ravvicinamento con l’Italia». Madrid invece si è detta «favorevole a gestire la questione dei cosidetti dublinanti attraverso i meccanismi europei di solidarietà previsti nel Patto europeo», e dunque a non espellere i migranti.
Il nuovo Regolamento è stato approvato due mesi fa dopo sei anni di discussione tra Commissione europea, Parlamento e i governi dei 27 Stati membri. Come spiega Giuseppe Sarcina qui, l’obiettivo era di «superare la frammentazione delle norme in materia di immigrazione». Quale sarebbe la novità? Resta valida la norma base prevista dal Regolamento di Dublino: tocca al Paese del primo arrivo esaminare le richieste di asilo. Con un correttivo: per tutti gli altri membri della Ue scatta l’obbligo di solidarietà.
Con l’entrata in vigore di questo accordo, i Paesi che ospitano i «dublinanti» hanno cominciato a rimandarli verso quelli di competenza, rompendo la «tregua» che andava avanti da alcuni anni. La prima ad aver annunicato il rinvio di tre migranti è stata la Germania, mentre la più veloce è stata l’Austria, che ha già espluso verso l’Italia quattro richiedenti asilo mettendoli su un treno.
20 agosto 2026 ( modifica il 20 agosto 2026 | 19:50)
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