A raccontare il boom americano è Madame Figaro: a Los Angeles e San Francisco esistono strutture dove persone apparentemente sane scelgono infusioni endovenose come fossero trattamenti da spa. Le promesse? Più energia, pelle luminosa, recupero dopo lo sport, difese immunitarie più forti, rimedi contro jet lag e post-sbornia e persino effetti anti-aging.

Dagli Usa a Milano: l’IV therapy è già realtà

Non è però un fenomeno soltanto americano. Anche in Italia alcune strutture sanitarie private pubblicizzano protocolli di IV therapy con vitamine, minerali, aminoacidi, glutatione e NAD+, associandoli a energia, recupero, “detox”, immunità e longevità.

Il fenomeno è diventato abbastanza rilevante da entrare anche nel dibattito della medicina estetica italiana: Agorà, società scientifica del settore, ha predisposto nel 2025 un modello di consenso informato dedicato alle infusioni vitaminiche endovenose.

La stessa tendenza è visibile in altre città europee, da Londra a Berlino, dove vengono proposti veri e propri menu di flebo “Beauty”, “Immune”, “Energy” o “Anti-age”.

Ma funzionano davvero?

È qui che marketing e medicina devono essere separati.

Una revisione pubblicata sul Drug and Therapeutics Bulletin conclude che non esistono prove scientifiche di alta qualità che infusioni di vitamine ad alte dosi offrano benefici alle persone sane in assenza di una carenza specifica o di una precisa condizione medica.

La somministrazione endovenosa di vitamine, infatti, ha indicazioni mediche reali. In Italia, per esempio, esistono medicinali a base di vitamina C iniettabile autorizzati da AIFA per il trattamento degli stati carenziali. Altro è proporre una flebo a una persona sana per aumentare l’energia o rallentare l’invecchiamento.

“Detox” e immunità: le autorità frenano

NHS England ha già messo in guardia contro i cosiddetti “party drips”, ricordando che non ci sono prove convincenti che possano curare la sbornia, aumentare l’energia o rafforzare le difese immunitarie nelle persone sane.

Anche l’Advertising Standards Authority britannica è intervenuta contro pubblicità di IV therapy che attribuivano alle flebo benefici su immunità, detox, bellezza, energia e anti-aging senza evidenze sufficienti.

Una flebo non è una bevanda vitaminica

C’è infine un aspetto spesso oscurato dal linguaggio wellness: una flebo è una procedura invasiva. L’inserimento di un accesso venoso può comportare infezioni, irritazioni e altre complicanze; dosi elevate di determinati micronutrienti possono inoltre essere problematiche in soggetti con particolari condizioni cliniche.

La nuova moda, quindi, pone una domanda centrale per la sanità: dove finisce la medicina e dove inizia il wellness?

Per chi ha una carenza documentata o un’indicazione clinica, la terapia endovenosa può essere necessaria. Per una persona sana che cerca più energia, immunità o longevità, oggi le promesse corrono molto più velocemente delle prove scientifiche.

Fonti:

  • Drug and Therapeutics Bulletin, “Intravenous vitamin injections: where is the evidence?”, 2023.
  • AIFA, Vitamina C SALF – indicazioni e modalità di somministrazione, aggiornamento 2026.
  • NHS England, “England’s top doctor slams ‘exploitative’ party drips”.
  • Advertising Standards Authority, rulings sull’Intravenous Nutritional Therapy, 2023.
  • Agorà – Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico, modello di consenso informato IV Therapy, 2025.
  • Madame Figaro, inchiesta sugli IV bar negli Stati Uniti, 14 agosto 2026.