I Savatage sono tornati nel pieno delle loro attività, con un tour in corso ed un nuovo album in fase di preparazione. Raggiunto da Blabbermouth.net, il chitarrista della band, Chris Caffery, ha parlato del ritorno in pista della band e di quanto avesse desiderato che questo accadesse:

“Ho sempre desiderato il ritorno dei Savatage. Se fosse dipeso da me non ci saremmo mai fermati. Ogni volta che qualcuno me lo chiedeva, la mia unica risposta era: ‘Spero in una reunion, e se succederà, io ci sarò.’ Poi, praticamente è successo che Jon Oliva ha rilasciato un’intervista con la rivista Rock Hard in Grecia. Si è aperto dicendo che voleva fare un ultimo disco con i Savatage ed altre cose di questo genere. Il giorno dopo sono stato sommerso da messaggi, messaggi privati ed e-mail che chiedevano: ‘I Savatage stanno facendo un altro disco? Oh mio Dio, che ottima notizia!’ E io ero tipo: ‘Ah sì?’ Era una di quelle situazioni in cui Jon aveva solo espresso un suo desiderio, una cosa che sperava potesse succedere.
Ma dopo quella dichiarazione è successo che tutti i festival chiedevano i Savatage, l’interesse nei nostri confronti iniziava a crescere, un po’ come quello dei Pantera a distanza d’anni dalla morte dei fratelli Abbott.
I ragazzi di 16 anni che non erano neanche nati quando i Savatage era ancora in attività, volevano vedere questa band che avevano solamente ascoltato. Allora abbiamo detto: ‘Cavolo, facciamolo!’
Non volevo un’altra band. Non ho mai provato a unirmi a un’altra band. Ho dato una mano a Doro, ai Metal Church ed agli Spirits Of Fire, ma alla fine, tutto ciò è diventato meno divertente dei miei dischi da solista, e così ho gradualmente lasciato perdere. Quando poi i Savatage hanno annunciato la reunion ho pensato: ‘Fantastico, la mia band è tornata’ – e non dico ‘la mia band’ come se nei Savatage io fossi il leader, ma quando suoni in una band per 40 anni, senti in qualche modo di farne parte, capisci? Nei Trans-Siberian Orchestra sono stato presente fin dal primo giorno, ma con i Savatage avevo un legame un po’ più personale, per via dello stile musicale, della storia e del legame emotivo che si è creato nel corso degli anni, quindi è stata la notizia migliore che avessi mai ricevuto.”